cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

mercoledì, giugno 28, 2006

erbacce?

Ornamental Grasses, Ziergräser, erbe ornamentali...fino a qualche tempo fa non erano nemmeno in vendita in Italia, si faceva fatica a trovarle anche dai vivaisti più forniti. In Olanda, Inghilterra e Germania, passando per gli Stati Uniti, queste piante hanno riscosso, e riscuotono ancora un grande successo. Finalmente queste beniamine del giardino stanno vivendo, anche da noi, il loro momento di gloria, ed è facile capire perchè: esistono erbe per luoghi secchi e soleggiati, altre per luoghi ombrosi e umidi, nessuna ha bisogno di cure eccessive, di regola non sono soggette ad attacchi di parassiti...eppoi sono fantastiche, perchè ondeggiando al più lieve soffio di vento, rendendo leggero e selvaggio anche il più rigido dei "giardini" cementosi che oggi vanno per la maggiore! (nella foto Stipa tenuissima, detta stipa delle fate, fantastica abbinata alle rose, e molto interessante anche in inverno)
E adesso vai di meme: zucchine! per stasera la pasta, appena caleranno le temperature ( se oso solo pensare di accendere il forno mrs. Bee mi prende a padellate nei denti!) prometto che vi posto anche la torta, trasformabile in muffins, che fa molto trendy..si si dolci e con le mandorle!

PASTA CON ZUCCHINE, CREMA DI GIRASSOLE E CAROTA CHE RIDE Mettere a bollire l'acqua della pasta, nel frattempo tagliare a bastoncino alcune zucchine, togliendo la parte centrale con i semini, e tuffarle, per un minuto scarso, nell'acqua bollente salata, pescarle con la schiumarola al dentissimo e sciacquarle con acqua fredda; buttare la pasta; mettere nel mixer 1 bicchiere di semi di girasole decorticati, un bicchiere di olio evo, un bicchiere di acqua di cottura delle zucchine e azionare fino ad ottenere una simil-maionese, volendo si può aggiungere un pizzico di zafferano o curcuma per dare un colore più invitante (al naturale tende al grigino!). Scolare la pasta, condire con un po' di olio evo, aggiungere le zucchine croccanti e coprire con la salsina, per finire una bella cascata di fiocchi di pecorino romano passati allo sbucciapatate. saluti golosi cat

Attenzione!! seguendo le dosi sopraindicate vi viene una cofana di salsina! stasera l'ho provata con le tegoline (fagiolini, cornetti, insomma con quelle robe li!) gusto amarognolo su dolce , a me è piaciuto!

lunedì, giugno 26, 2006

la sirenetta gialla

So che è difficile da ammettere, sarebbe come dover scegliere tra i propri figli quale sia il più bello (a meno che tu non sia il papà di mariangela fantozzi, ma anche li..come, si dice a bolzano, ogni skarafonen...), ma nel mondo delle rose, non ho dubbi: ho una vera cotta per le rose gialle! Se poi, la rosa in questione è semplice, con dei fiori grandissimi, leggermente profumati di pepe e rampicante, la cotta diventa passione!
Sto descrivendo la Rosa bracteata "Mermaid", una rosa di origine cinese, importata in europa già nel settecento, che, nei climi, temperati rimane sempreverde. E' una rosa "climber", cioè può arrampicarsi facilmente su un tutore o su un albero, fino a notevoli altezze, ed è adatta anche alle terrazze, in grandi contenitori. Da noi (BZ), vive bene solo in posizioni riparate e soleggiate, specialmente a ridosso di un muro. E ora si cucina! ma 'stavolta niente forno lo prometto. Stufi dell'insalata di riso? provate un' INSALATA DI BULGUR CON MACEDONIA DI VERDURE SALTATE Lessare in acqua salata il bulgur al dente, (occhio che ci mette veramente pochissimo), scolarlo, sciacquarlo sotto l'acqua fredda e condirlo subito con un po di olio evo, sennò diventa un bloccounico! dadolare una zucchina, una carotona, un cipollotto e alcune albicocche belle sode (secondo me le albicocche ci stanno meglio dei pomodori! perchè sono acidule ma dolci), passarle velocemente in padella con un flo di olio evo, salarle, peparle, aggiungere basilico, prezzemolo e qualche olivetta snocciolata (io avevo quelle di Gaeta belle amarognole, che contrastano bene col dolcino del bulgur), condire il bulgur e metterlo a raffreddare in frigo...ah bello fresco! saluti golosi cat

domenica, giugno 25, 2006

erba di San Giovanni

La cuocarossa mi ha ricordato che questo sabato ricorreva la festa di S.Giovanni, e, siccome queste feste, in bilico tra misticismo e paganesimo, mi divertono molto, ho dedicato il sabato alla raccolta delle erbe e dei frutti dedicati al Battista. Di buon mattino sono andato nel vecchio campo di prugne abbandonato, dove so che mio padre non usa prodotti chimici e, munito di falcetto d'argento (ma dai! non sono mica Panoramix), ho raccolto l'erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum). I piccoli soli gialli, che secondo la tradizione cacciano anche le streghe, li ho poi messi a macerare nell'olio di oliva, in un vasetto posto al sole. L'olio diventa di un bel rosso rubino e aiuta sulle piccole scottature (tra i fornelli?) e sulle irritazioni della pelle. Dopodichè ho raccolto le noci, le ho divise in spicchi e le ho messe a macerare in alcool per liquori (20 noci per 1 litro di alcool - confermo!) con 3 cm di cannella, 20 grani di pimento, un chiodo di garofano e una capsula di cardamomo, il tutto bello esposto al sole per qualche settimana (fino alla prossima visita ai nonni!). E, dato che dalle nostre parti (a BZ) , come vuole la leggenda di origine tedesca, anche i ribes rossi sono dedicati a S. Giovanni (Johannisbeer - bacca di S. Giovanni) e inoltre, sembra che mangiati il 24 giugno, portino bene, ho optato per un
Johannisbeer-Baiser-Kuchen,
ossia per una torta di ribes rosso alla meringa. (la ricetta è liberamente ispirata a quella del libretto:-Claudia Schmidt - "Obstkuchen" - GU KÜCHENRATGEBER) Preparare uno stampo ben imburrato e rivestito di cartaforno, dividere le chiare dai tuorlli di due uova, preriscaldare il forno a 180° (ebbenesi ho ceduto anch'io, per fortuna dai miei la c8ucina è grande!). Montare 100 gr di burro (io uso margarina di mais bio!) con 75 gr di miele (io ho usato malto d'orzo e la ricetta è migliorata perchè la volta scorsa era troppo dolce), fino a che non è tutto molto gonfio, allora aggiungere i tuorli e continuare a gonfiare. A questo punto aggiungere poco alla volta 200 gr di farina setacciata con un cucchiaino di cremor tartaro e mescolare bene, se l'impasto risultasse troppo duro, aggiungere latticello (io ho usato latte di riso). Versare nella teglia e cuocere in bianco per 25' a 180°. Nel frattempo pulire e sgranare i ribes, circa 1/2 KG, e preparare la meringa con le due chiare e due-tre cucchiaiate di zucchero (la ricetta dice di usare 75 gr di miele, ma è un po' stucchevole!). Togliere la teglia dal forno, cospargere la torta di ribes, ricoprire con la meringa. A me piace fare quei ricciolini supergolosi con il dorso del cucchiaio (se, mentre si fanno i riccioli, si pronuncia sdusc.. sdusc.. sduc ad ogni colpo di cucchiaio, vengono meglio!). Di nuovo in forno per 20' e poi provatela ancora un po' tiepida. Mi sa che fa proprio bene questa bacca di San Giovanni! saluti golosi cat

venerdì, giugno 23, 2006

talpa a chi?

E' successo anche quest'anno! In autunno si va in Toscana a prenotare le piante per la stagione successiva, si guardano, si segnano con appositi cartellini ecc... In marzo arrivano i nuovi arrivati, e per me è come Natale . Container stipati con i protagonisti dei futuri giardini, tutti impacchettati e stretti gli uni agli altri; mano a mano che il camion si svuota le piante riacquistano il loro volume, la loro forma e io mi sfrego le mani per la contentezza! mi immagino già gli abbinamenti di colori, le fioriture, i profumi. Ma ogni tanto...sorpresa, cos'è 'sta roba? non corrisponde al cartellino e ne abbiamo 40 esemplari! Allora aspetti fino a che facciano le foglie, ma è ancora un mistero...forse fiorirà? E questa settimana è finalmente fiorita : la xChitalpa tashkentensis, (ma che nome ha?!). Della bella misteriosa so solo che appartiene alla famiglia delle bignoniacee, è un incrocio tra Catalpa e Chilopsis, ha delle belle foglie che puzzicchiano un po', ma ha dei fiori fantastici, a trombetta, di un bel rosa con la gola gialla, che formano una fioritura spettacolare (rifiorisce a settembre, secondo il catalogo!). Non chiedetemi se sopravviverà all'inverno bolzanino! in primavera ve lo potrò dire. A volte un errore porta ad una nuova scoperta. E adesso un salto in cucina, veloci veloci che fa un caldo pazzesco! e se volete altre varianti di questa fresca insalata guardate campo di fragole e gloricetta

INSALATA DI POLPO E AGRUMI: ho fatto lessare per 40' un grosso polpo con poca acqua e un tappo di sughero (sembra che ammiorbidisca la carne!?), raffreddato, l'ho tagliato a rondelle, ho pelato al vivo due arance ed un grosso limone (bio) e ne ho ricavato delle fettine, ho tagliuzzato delle scorzette di limone senza il bianco (albedo), ho sciacquato dei capperi salati, ho mescolato tutto in una terrina e condito con olio evo, sale e foglioline e fiori di Thymus cytriodorus (timo limoncino), in frigo per una notte e poi sgnam! saluti golosi cat

lunedì, giugno 19, 2006

dai nonni

Anni fa i miei hanno deciso di andare a vivere a Valeggio sul Mincio, quindi, ogni due tre settimane andiamo a trovarli. Per i bambini (e a volte anche per noi) è una festa! dai nonni ci si può sporcare, ci si veste con quello che capita, si possono addirittura dire alcune parolacce, ma soprattutto ci sono gli animali, di ogni specie, cani, capre, galline, conigli, oche...questo fine settimana sono nate le ochette e i pulcini! Anche se a volte sarebbe comodo avere tutti i nonni vicini (un grande aiuto nel puzzle degli orari e degli impegni quotidiani!), ogni volta che vedo i miei bambini prendere confidenza con gli animali, andare a raccogliere le uova, giocare con le capre...mi dico che tutto sommato è meglio correre un pochino di più, ma fare loro questo grande regalo (non potete immaginarvi le loro facce, l'altra sera, quando siamo andati a vedere le lucciole!, a BZ ce le sognamo, con tutti questi pesticidi per le cacchio di mele!). Domenica faceva veramente caldo e ho rispolverato una ricetta egiziana, che a mio papà piace molto (detto da lui è un vero complimento, perchè è un vero carnivoro!). KUSHARI DI CECI E LENTICCHIE. Ho messo a bagno le lenticchie (ci vorrebbero quelle rosse decorticate) per qualche ora, poi le ho lessate al dente; la sera prima avevo messo a bagno i ceci (ma si possono usare anche quelli già lessati) e li ho lessati al dente, i legumi vanno lessati senza sale, altrimenti le bucce si induriscono!. Ho lessato al dente del riso non troppo glutinoso e dei maccheroncini di Kamut (tipo tubettini). Ho preparato la salsa facendo soffriggere in olio evo due belle cipolle rosse, uno spicchio d'aglio, con aggiunta di abbondante peperoncino, semi di cumino e di coriandolo tritati (ochio a non esagerare), quando la cipolla è diventata trasparente o sfumato con aceto di vino bianco, ho lasciato evaporare e poi ho aggiunto una bottiglietta di passata di pomodoro, ho aggiustato di sale e ho aggiunto la pasta, il riso, le lenticchie e i ceci; ho fatto saltare nella pentola e ho servito caldo con un filo di olio evo.
Un piatto completo che ho preso da: Nico Valerio, "Il Piatto Verde", Oscar Manuali Mondadori , '86, il primo libro che ha messo un po' d'ordine nella mia scelta vegetariana! Come accompagnamento ho preparato uno "spalmino" egiziano di cui vi linko la ricetta, bello fresco, accompagnato da pane arabo (comprato, non avevo il coraggio di accendere ancora il forno!) saluti golosi cat

il moro

Oramai fanno parte della leggenda e ce ne sono molti di più in città (almeno da noi) che in campagna. Sto parlando dei gelsi Morus alba e Morus nigra, classificati a seconda del colore del frutto. Della stessa famiglia dei fichi, ma originari della cina, sono arrivati in occidente insieme ai bachi da seta, che appunto si cibano solo delle loro foglie. In campagna se ne vedono pochissimi, ed è un vero peccato, perchè i frutti, le more, sono molto gustose, dolci e si prestano a confezionare delle ottime marmellate (dette vincotto al nord e mostarda al sud, tutte a base di more di gelso, zucchero (a volte anche senza, tanto sono dolci queste more!) e altra frutta a pezzi, come zucca, mele, pere ecc, cotta insieme alle more). I gelsi ornamentali, sono perlopiù sterili, cioè non producono frutti (Morus nigra "Fruitless"), perchè in città gli alberi che sporcano, non sono molto graditi. Esiste anche una forma dai rami piangenti ed arcuati il Morus alba "Pendula". La colorazione autunnale è di un bel giallo luminoso. Fortunatamente, dai miei in campagna ci sono un paio di gelsi giganteschi (chissà quanti anni avranno?) e domenica mi hanno fornito la base per questo gelato dal colore lilla pallido.

GELATO DI MORE DI GELSO ("Morichesse" così le chiamava la mia nonna sarda). Ho frullato 250 gr di more con due cucchiai di succo di limone e 150 gr di zucchero, ho aggiunto 250 gr di panna fresca e 100 gr di latte intero, ho mantecato nella gelatiera e, subito dopo averlo fotografato, me lo sono pappato, saluti golosi cat

venerdì, giugno 16, 2006

profumo di tigli

In questi giorni di caldo improvviso, il tiglio del giardino di fronte a casa mia, mi assale letteralmente con il suo profumo, ancora più caldo e dolce. A volte si riesce a sentire anche con le finestre chiuse, specialmente la sera. Il profumo del tiglio (Tilia cordata, ma ci sono anche tanti altri fratelli), il post del cavoletto, il caldo e la voglia di fresco mi hanno fatto sperimentare il dessert di stasera. L'infuso di fiori di tiglio, oltre a conciliare il sonno, ammorbidisce anche la gola più arrossata, specialmente con un po' di miele. BICCHIERINI ALLO YOGURT, LIMONE E GELATINA DI TIGLIO Ho montato ben ferma 200 gr di panna fresca, ho aggiunto la scorza di un limone bio, grattata con il rigalimoni, poco miele sciolto nel succo di limone, mezza bustina di agar agar preparata con sei cucchiai di acqua calda (equivalente a due fogli di gelatina), 220 gr di yogurt "bulgaro" compatto (quello della mila, senza zucchero), ho riempito i bicchierini e li ho messi in frigo. Nel frattempo ho preparato il resto della gelatina di agar agar, usando al posto dell'acqua un infuso bello carico di fiori di tiglio, l'ho versato sulla crema di yogurt, ma la gelatina era ancora troppo calda e "magicamente", ha sciolto un po' di crema e l'ha fatta affiorare in superficie. Tutto sommato l'effetto non è male! Messo in frigo mezz'ora, ...già spazzolato! saluti golosi cat a proposito di budini, guardate cosa mi ha consigliato la mia amica ale.

giovedì, giugno 15, 2006

melograni

Che tristezza! oggi hanno cominciato a montare le impalcature per la demolizione di questa bella casa, che caratterizzava da sempre il mio quartiere, con le sue forme morbide dei primi del novecento. Ma io mi chiedo???, se fossi il proprietario dell'immobiliare, farei di tutto per andare ad abitare in una simile meraviglia, e per di più in centro! Mah!

E per aggiungere sconforto allo sconforto, sparirà anche il maestoso melograno, che occhieggiava dalla recinzione. Speriamo che almeno la leggenda del melograno, simbolo di rinascita e porta fortuna, ispiri il nuovo architetto e ci risparmi l'ennesimo condominio anonimo, con gli spazi verdi ridotti al minimo.

Per non intristirmi troppo vi descrivo la meraviglia dei melograni Punica granatum : piante originarie del medio-oriente, cariche di significati sacri, magici, propiziatori. Belle in ogni stagione, dai fiori corallo semplici o doppi (attenzione le varietà doppie non portano frutto), oppure bianchi ("Alboplena"rarissimi!) o screziati (nella varietà "Legrellei").

In autunno si trasformano in fiammate giallo oro. A mio parere, le specie da frutto, se si resiste dal cogliere tutti i frutti dalla pianta, mostrano in inverno il loro aspetto migliore; i frutti crepati, dalla buccia gialla e bruna, mostrano i loro semi rossi, succosi e lucidi come piccole pietre preziose, il simbolo stesso della fecondità. Oggi niente ricetta, sono troppo avvilito, mi vado a sparare direttamente una stecca di fondente! saluti tristi, ma golosi cat

lunedì, giugno 12, 2006

caprifoglio

Uno dei fiori che non smetterei mai di annusare è il caprifoglio, o madreselva che ora è nel massimo dello splendore (Lonicera caprifolium, quella gialla nella foto, quella rossa è Lonicera x heckrottii, anche abbastanza profumata; profumate sono anche L.periclimenum, L.japonica) . Cascate di fiori bianchi e gialli, che si arrampicano con forza su tutto quelo che riescono a raggiungere (a volte soffocando gli alberi tutori); le lonicera crescono bene anche in vaso e sul balcone, hanno bisogno di posizioni non troppo soleggiate (almeno la base deve essere in ombra)e di terreno fresco e ricco di humus. I fiori sono semplici e graziosi, ma il profumo è fantastico, agrumato, piccante e persistente; per quanto il profumo dei fiori si percepisca in maniera molto soggettiva, non conosco nessuno che trovi fastidioso quello delle madreselva (come invece spesso accade per i gelsomini o altri fiori con profumi più dolci e caldi). Attenzione però, perchè esistono anche lonicere rampicanti con belle fioriture ma senza profumo(L.x tellmanniana e L. sempervirens, tutte pompose con i loro fiori gialli e arancio, ma povere, senza alcun odore, almeno puzzassero, mi sarebbero più simpatiche! E ora in cucina! Stamattina ho visto la ricetta di fiordizzucca e ho pensato: ma si dai, magari porta bene fare una cosa rossa bianca e verde! e siccome guardando la partita, (le guardo solo ai mondiali! veramente l'esperta di calcio in casa è mia moglie!) mi piace più il dolce del salato, ho deciso di fare una torta dell'ultimo minuto, giusto un quarto d'ora!

ROLADE AI PISTACCHI CON PANNA E FRAGOLE

La ricetta base l'ho presa da: aavv, cucinare meglio - i dolci, Mondadori 83 - si, già allora mi dilettavo con i dolci, infatti è una vita che devo combattere con la bilancia!

Accendere il forno a 220°, in una ciotola montare a crema tre uova con un etto di zucchero (io ho usato dulcita), quando è tutto bello spumoso aggiungere 50 gr di farina setacciata, un pizzico di sale, un cucchiaino raso di cremor tartaro e 50 gr di pistacchi tritati finemente, mescolare con delicatezza e versare in una teglia piatta, rivestita di cartaforno (unta sotto e sopra, la carta). In forno per 5-6 minuti (giuro, col forno ventilato funziona!).

Togliere la teglia dal forno e spolverare la superficie con 50 gr di zucchero, rovesciare su una griglia coperta di cartaforno, e arrotolare la rolade ancora calda. Lasciare raffreddare arrotolata, intanto montare la panna, 250 gr di quella fresca, con pochissimo zucchero, giusto un cucchiaio raso, per non fare impazzire la panna, aggiungere un cestino di fragole tagliuzzate finemente, srotolare con cura la rolade, spalmare il ripieno, ri-arrotolare e mettere in frigo. Prima di servire cospargere di zucchero a velo. Visto il risultato della partita, propongo che ogni altra partita della nazionale venga accompagnata da una ricetta rigorosamente bianca rossa e verde! saluti golosi cat

venerdì, giugno 09, 2006

paesaggi di-segni

Pensando ad un paesaggio, al paesaggio, la cosa che più mi interessa sono i segni dell'attività umana: segni di attività pratiche , strade, canali, segni lasciati nel paesaggio rurale dalle coltivazioni...oppure i segni tracciati dall'uomo nella speranza di sconfiggere il tempo e la morte, disegni magici, tracce di riti religiosi, sculture, landart... Ma ci sono dei segni speciali, dovuti si all'attività umana, ma quasi magici nella sostanza, sono segni effimeri, che ormai caratterizzano anche i paesaggi più incontaminati, le scie degli aeroplani. Potrei ammirarle per ore, fatte di niente, segnano il cielo e subito si mescolano alle nuvole, ma prima di sparire, mi fanno pensare alle rotte seguite dagli aerei, ai viaggi dei passeggeri, alle loro destinazioni...secondo me sono un perfetto esempio di quello che potrebbe essere un'opera d'arte di paesaggio (peccato che per realizzarle si consumino tonnellate di gasolio!!!) Grazie piera-prof per l'ispirazione!
Ma dato che in questo blog si parla anche di cucina, ecco cosa ho preparato ieri sera (eggià sono da due giorni senza internet! accidenti ho "DOVUTO" persino guardare la tele! e per postare 'stasera ci ho messo un'oraemmezza!
SCHIACCINA DI CECI CON CREMA DI ZUCCHINE GRIGLIATE Ho messo a bagno per una notte la farina di ceci (circa 300 gr) stemperata con acqua tiepida fino ad ottenere una pastella molto liquida (col tempo si ispessisce). Il giorno dopo ho unto per bene una teglia con olio xv oliva, bisogna abbondare! ho salato la pastella e l'ho messa nella teglia, in forno a 180° per 1/2 ora circa, i bordi si devono staccare dalla teglia. Nel frattempo ho preso delle zucchine grigliate in padella (erano lì bell'eppronte!) le ho frullate nel mixer con ricotta di pecora, peperoncino, poco succo d'aglio, maggiorana fresca un pizzico di sale e una bella grattugiata di pecorino romano. Ho grigliato al forno dei pomodorini coperti di pangrattato, pecorino e maggiorana. Ho sfornato la schiaccina, l'ho tagliata a quadrotti (mi raccomando staccare con cura le crosticine che rimangono attaccate alla teglia che sono le più buone!!!) e ho composto il piatto, decorando con fiori e foglie di rosmarino. Veramente ho composto solo quello della foto, il resto ce lo siamo pappato alla: come viene viene! saluti golosi cat

martedì, giugno 06, 2006

baba travestiten

Quanto mi piace Roma!: luminosa, incantatrice, chiassosa, e sorprendente. Ogni volta che ci vado riesco a scoprire qualcosa di inaspettato. Cercando il roseto comunale ho sbagliato completamente strada e colle (mi fidavo della memoria!) e cammina cammina, sono arrivato in uno strano parco, il parco di villa Torlonia, un bosco di lecci, pini, palme e castagni, tutto in collina. Il parco è disseminato di gradi edifici abbandonati, un po' inquietanti (sarebbe un'ottima location per un film horrordeppaura!), una grande serra in metallo, i resti di un teatro con decorazioni in metallo completamente avvolte dalla vegetazione, vasche, tutti un po' spettrali, ma anche molto affascinanti. All'interno del parco poi, una sorpresa: la casina delle civette, un'edificio liberty, strampalato, eccessivo ma fantastico, sembra la casa della fata Turchina! (non ho aggiunto altre foto perchè non rendevano l'atmosfera inquietante: fioriture di giugno, prati arsi e cielo plumbeo e minaccioso, una luce stranissima! di li a poco avrebbe cominciato a piovere). Di ritorno da Roma ci siamo fermati dai nonni a riprendere i nostri due piccoli mostri e, per festeggiare e rimettere in forza i nonni dalla "prova nipoti", ho preparato un babà. Dai miei però non c'è lo stampo da savarin, e ho dovuto cuocere il babà nello stampo da Gugelhupf, ecco perchè babà travestito! Le ciliege erano mature e così ho pensato di fare uno sciroppo di ciliege per inzuppare il babà.

BABA' ALLO SCIROPPO DI CILIEGE Ho impastato 50 gr di farina setacciata con 30 gr di lievito di birra, un cucchiaio di zucchero e un bicchiere di acqua tiepida, ho lasciato lievitare per 1/2 ora;in una grande terrina ho preparato 350 gr di farina setacciata, con 100 gr di zucchero e 100 gr di burro a tocchettini, un pizzico di sale, 4 uova e il composto lievitato; ho impastato mooolto energicamente, il burro si deve sciogliere col calore delle mani, il composto deve rimanere molto morbido, al limite del lavorabile, se proprio non si riesce a venirne a capo si può aggiungere farina; ho imburrato per bene lo stampo (bisogna esagerare!) e ho lasciato lievitare per 1 ora, in luogo caldo e protetto da correnti d'aria; ho cotto in forno già caldo a 180° per circa 3/4 d'ora, ho lasciato raffreddare e poi ho capovolto il babà. Nel frattempo ho snocciolato le ciliege (mannaggia allo snocciolaciliege antidiluviano! ci ho rimesso una polo azzurra!) circa 1/2 chilo, ho aggiunto 100 gr di zucchero, un bicchiere d'acqua, un cm di cannella, una stella d'anice e un chicco di cardamomo intero, ho portato a bollore e ho cotto per circa 10 min. Fatto raffreddare lo sciroppo, ci ho inzuppato il babà, è buono sia tiepido che bello freddo da frigo! saluti golosi cat

venerdì, giugno 02, 2006

a martedì

ciao ciao partiamo per roma, andiamo a vedere l'amato antonello, nooo non venditti questo. Mi sono fatto un quadernino con le dritte golose dei blog romani, credo proprio che stavolta non prendreremo cantonate! a presto saluti golosi cat

giovedì, giugno 01, 2006

strudel con la u

Fa un freddo blu, pargoli e moglie sono a nanna, quasi quasi sperimento lo strudel della Frau Helga, così mi scaldo col forno! Prima vi prego un po' d'attenzione:si scrive e si pronuncia strudel non strÜdel, senza la u lombarda e vuol dire vortice; quando abitavo a milano sentivo spesso dire: vorrei una fetta di strÜdel, lo so che la Ü fa molto tirolese, ma se usata fuori luogo fa anche un po' ridere! Se vi è capitato di venire in alto adige avrete sicuramente scoperto che lo strudel, qui da noi, è fatto soprattuto con la pasta frolla, è raro trovare quello viennese con la pasta all'olio.

Ecco la ricetta per lo strudel di mele e rabarbaro: per la pasta ho impastato 300 gr di farina, meglio se semintegrale, con 200 gr di burro freddo(o margarina per gli intolleranti al lattosio), un pizzico di sale, un uovo (grazie vicina!!), un cucchiaino di cremor tartaro, una bustina di zucchero e vaniglia bourbon, 1-2 cucchiai di latte (o latte di riso). Io la pasta frolla (o simili) la lavoro con il doppio coltello, il burro non si scalda e la pasta risulta più friabile (uno dice perchè non usi il robot,...hem mi illudo che parte delle calorie bruciate per l'impasto possano compensare quelle della fettazza che mi sparerò domattina a colazione!). Poi si forma un panetto e si lascia riposare un po' in frigo. Nel frattempo ho affettato molto sottiilmente i gambi di rabarbaro e li ho tuffati per un minuto in acqua bollente, li ho sgocciolati per bene e li ho aggiunti ad un paio di mele sbucciate e tagliate a fettine sottili, ho agiunto un paio di cucchiai di zucchero di canna integrale (dulcita) e una bella spolverata di cannella. [adoro il profumo di mele zucchero e cannella! è una combinazione magica e, anche se supersfruttata, secondo me rimane ancora insuperata]. Ho steso la pasta non tropo sottile su di un foglio di cartaforno, ho coperto il fondo con frollini integrali sbriciolati, le mele ed il rabarbaro, ed ho arrotolato lo strudel aiutandomi con la cartaforno. In forno bello caldo a 180° per 20'. Ho lasciato raffreddare e coperto di zucchero a velo, ho fotografato e me lo sono pappato (non ho resistito fino a domattina). saluti golosi cat dalla fretta ho dimenticato di aggiungere l'uovo alla pasta(e ho anche rotto le scatole alla vicina!), beh, sapete che vi dico è uscita una brisè morbidissima: grazie Frau helga