cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

mercoledì, gennaio 31, 2007

meme "la finestra dalla scrivania"

Dopo anni di "vista muro" (nell'ufficio dove lavoravo prima, il computer era sistemato nell'angolo più sfigatino dello studio, alzavo gli occhi e vedevo il muro, la finestra era alle spalle) credo di essermi meritato questa vista! Ho pazientato fino al tramonto per farvi godere l'enrosadira sul catinaccio, la magia che trasforma le candide dolomiti in rosa acceso. La conoscete la storia di re Laurino, se volete saperne di più leggete paolo. In estate la vista è un po' coperta da una gigantesca rosa banksiae e da una clematide armandii, ma questa è un'altra storia! Potevo lasciarvi senza ricettuzza, noo e questa volta: TADA' RICETTA , PREPARAZIONE E FOTO DI MRS. BEE (LUCIA), che devo ammetterlo, con la pasta della pizza quasi quasi mi batte!
FOCACCIA CON SCAROLE E OLIVE VERDI
Mrs. Bee ha preparato la pasta di pizza, come il suo solito, 1/2 farina bianca, 1/2 semola di grano duro, acqua tiepida,lievito di birra liofilizzato, un cucchiaino di zucchero, olio evo sale. L'ha lasciata lievitare coperta per due tre ore, l'ha reimpastata e nel frattempo ha preparato il ripieno. Ha affettato due grosse scarole che languivano in frigo da un pochino, le ha saltate con una bella cipollazza bianca e alcune cucchiaiate di olio evo, sale e peperoncino, ha aggiunto le olive snocciolate e tagliate a rondelle, e ha lasciato raffreddare. Ha steso la pasta nella teglia unta per bene, ha spalmato il composto di verdura, ha coperto con altra pasta, ha sigillato i bordi con acqua, e ha accarezzato la superficie con le mani bagnate di olio. Via, in forno caldo per mezz'ora a 200°. Se si ha la pazienza di godersela tiepido-freddina è ancora meglio! saluti golosi cat feat. mrs.bee

sabato, gennaio 27, 2007

vetro

Il freddo è finalmente arrivato, e in giardino è tutto sospeso.

Senza la distrazione dei fiori e della vegetazione, è il momento ideale per pensare ai piccoli o grandi cambiamenti che si potrebbero apportare, sia in giardino che sul balcone, per “svecchiare” un pochino l’atmosfera e darci un’aria un po’ più up to date (lo so che il vintage tira più che mai, ma mescolato ai nuovi materiali è ancora meglio!).

Ognuno ha i suoi gusti, ma io ho deciso di farvi vedere comunque un po’ di materiali e soluzioni “tenniche” che ho sbirciato in giro, nei giardini dei paesi che ho visitato ultimamente, e che mi hanno subito messo in moto le rotelle.

Avete presente l’uomo che cammina sui pezzi di vetro?! Beh oggi è possibile farlo senza farsi male.

Le prime superfici a ghiaino di vetro (100%riciclato) hanno cominciato a farsi apprezzare, qualche anno fa, alle esposizioni più all’avanguardia, per conquistare sempre più ammiratori e sempre più progettisti.

Trovo che la ghiaia di vetro sia un materiale fortemente evocativo, a me fa venire in mente quei vetrini levigati dalla sabbia che si trovano, luccicanti se bagnati, sul bagnasciuga di alcune spiagge (in costiera amalfitana, parecchi anni fa, ne ho raccolto un barattolo pieno, insieme ad un barattolo di ciottoli di piastrelle, ovali e bruniti sotto, glassati e colorati sulla superficie, sembravano caramelle, e nonostante non fossero proprio “naturali”, non deturpavano la spiaggia, perché, al contrario della plastica, avevano un aspetto e un colore “pseudo-naturale”).

In Italia non è ancora così semplice riuscire a procurarsi il ghiaino di vetro, specialmente quello monocolore, ma credo che presto lo vedremo anche nei garden.

Tutto questo vetro e questa modernità mi hanno fatto venire voglia di qualcosa di antico!

Scherzo, è che avevo un pacchetto di fave secche che girava per la dispensa da un bel po’, ma non mi decidevo mai sul da farsi. Coincidenza! Ho scongelato una pallottola di cicorie raccolte due post fa e anche di questa non sapevo che farne. Mumble mumble: ma la mia amica manu non mi ha sempre magnificato un piatto delle sue parti come la cosa più buona del mondo? E allora proviamolo subito!

PURE' DI FAVE E CICORIA (Fàe bianche e cecòre)

E’ un piatto che più salentino non si può e che ho sempre desiderato assaggiare ma, ahimè, in Salento sono andato solo in estate, e le cicorie non sono proprio commestibili in quella stagione!

Ho messo a bagno le fave una notte, cambiando l’acqua un paio di volte (tra un film e l’altro..sapete che soffro d’insonnia no? se volete potete metterle a bagno anche di giorno!), ho buttato l’acqua e ho sbucciato le fave.

Le ho messe in pentola a pressione, con una cipolla e del sedano, coperte di acqua fredda e le ho fatte cuocere 20’ (mi perdonino i salentini doc, che avrebbero preferito il tegame in cotto, ma dovevo andare in fiera!). Ho schiumato con la schiumarola la schiumetta formatasi e ho tolto cipolla e sedano, ho proseguito la cottura per altri 15’ a fuoco vivo a tegame scoperto, aggiungendo acqua bollente quando rischiavo di fare attaccare il purè sul fondo. Alla fine ho regolato di sale e ho passato al passaverdura, per un purè più soffice.

Ho scaldato le cicorie in padella con un filo d’olio, ho preparato dei crostini di pane casereccio e ci ho accompagnato il purè di fave, “esagerando” con l’olio di oliva xv, come mi hanno consigliato….un sapore da tempio greco! Saluti golosi cat Per rassicurare un po' l'UTC: preferisci i gusci di nocciole al posto dei vetrini? visto vilma...detto fatto, saluti nocciolosi cat

lunedì, gennaio 22, 2007

condominio dolce e colorato

Durante il tragitto mattutino verso il posto di lavoro la macchina va “da sola” (è un percorso controcorrente, ho tutto il traffico in direzione opposta!) e io ho tutto il tempo per guardarmi intorno e trarre l’ispirazio per la maggior parte dei post. Mi segno le cose che devo fotografare nella pausa pranzo, mi mando messaggi in segreteria col telefonino per non dimenticarmi le cose! (lo sapevate che basta mettere lo zero tra il prefisso e il numero e il messaggio arriva direttamente alla segreteria!).

L’altro giorno il mio sguardo è stato attratto da questa sgargiante macchia di colore, che risaltava nettamente sul marroncino spento dello sfondo, probabilmente in estate, tra il verde, non l’avevo notata. Un alveare tutto colorato, quasi una scultura pop, piazzata lì a rallegrare la vigna e il bosco, col suo dolce bottino!

Il mistero delle api mi ha sempre incuriosito, l’organizzazione della società, la danza linguaggio, la cera, il miele, per non parlare della propoli o della pappa reale (ma siamo sicuri che gli alieni siano proprio così lontani?) e anche le arnie e gli alveari hanno sempre colpito la mia fantasia, con quelle cassettine tutte colorate…pensa che ti ripensa mi è venuto in mente cosa mi ricordavano! Questa piccola scultura, che ho visto qualche anno fa in un giardino insolito in svizzera, forse un messaggio segreto, comunicato direttamente alle api del giardino?

Tornato a casa mi aspettavano i soliti 50 g di robiola e 70 g di pane integrale alle noci, ma la voglia di miele era troppa e così mi sono sparato una bella

INSALATA DI RADICCHIO ROSSO, PERE, NOCI, ROBIOLA E MIELE DI CASTAGNO

Ma ve la devo proprio descrivere la “ricetta”? Evabbè, ho messo in un vasetto di vetro la robiola, un cucchiaio di olio evo, un bel cucchiaino di miele di castagno e una cucchiaiata di acqua, ho tappato e ho schekerato! Ho tagliato il radicchio finissimo, ho affettato e sbucciato una pera william’s, ho tritato tre noci e ho condito il tutto con un pizzico di sale.

Insalatona si, ma sfiziosa! Saluti golosi cat

lunedì, gennaio 15, 2007

crenchene e molesini

Domenica siamo andati dai nonni.

La giornata era uggiosa, un velo di nebbia copriva il cielo, faceva anche un po’ freddino, quello umido, a cui noi montanari non siamo abituati!

Cosa fare cosa non fare, abbiamo deciso di andare al supermarket Natura & Co., reparto prati e vigneti, self-service !

Armati di coltellino seghettato, cestone in vimini e bastone, abbiamo perlustrato il reparto: erbe alimurgiche.

Erbe alichè? Mi chiederete, evabbè erbette selvatiche che si possono mangiare, anzi io direi che almeno una volta, si DEVONO mangiare!

Raccogliere le erbe selvatiche mi piace un sacco (è da piccolo che la mia nonna mi ha iniziato a questa sana pratica!), mi dà sicurezza, metti che mi perda nel bosco, o che voglia scappare un pochino da mrs.bee, potrei sempre nutrirmi di bacche e radici! E sai che fisichino?!

Le regole fondamentali per la raccolta delle erbe selvatiche sono poche:

1-fondamentale è trovare un posto dove essere sicuri non siano stati eseguiti trattamenti fito-sanitari e concimazioni chimiche!!!! Meglio chiedere il permesso al contadino, se si tratta di un terreno coltivato, onde evitare l’impallinamento!

2- raccogliere solo le erbe conosciute, per questo, all’inizio, conviene andare a “radessi” con qualcuno di esperto, che so, andateci con la nonna, con la vecchia zia, o con qualche associazione di appassionati.

3- abbiate rispetto per la natura, raccogliete solo quello che siete sicuri di utilizzare, mondatelo bene e, possibilmente, non ammassatelo in sacchi di nylon, lasciatelo respirare.

Il super-prato di questa stagione offre le “crenchene”, Cicorium intybus (ma potrebbe essere anche Crepis biennis, non ne sono sicuro, dovrei ricordarmi di vederle fiorite, comunque sono commestibili entrambi, non vi avveleno!), cicorino di campo. Rosette bellissime, appiattite al suolo, con foglioline frastagliate verde scuro rossastre.

Siete sicuri che siano cicorie di campo se, raccolte e pulite, si arricciano all’ingiù, tipo polipo!

Questo trucchetto me lo ha insegnato il mio "vecio", del quale ho immortalato la manazza!

Nel reparto vigne, erano in offerta dei “molesini”, Valerianella locusta, i soncini, gallinelle, valerianelle, come volete chiamarli. Rosette verde chiaro di foglioline arrotondate, un po’ pelosette, con le venature in evidenza! La migliore insalata che ci sia!

Ah, dato che c’eravamo, siamo passati anche al reparto uova fresche!

Come ce le siamo pappate? Eccole

VALERIANELLA CON SCAGLIE DI GRANA

Ho pulito la valerianella, che fortunatamente non è mai troppo terrosa, tipo che consumi un ettolitro d’acqua per levarle i fastidiosissimi granelli che ti scricchiolano sotto i denti!

Una bella passata alla centrifuga per l’asciugatura (ho un’amica contraria alla centrifuga per l’insalata, ma si può? Lei è per il metodo ghandiano: strofinaccio e gran giro di braccia, roba che ti fai un action painting su tutto il soffitto e le pareti della cucina, ma noi le vogliamo bene lo stesso!).

Ho sistemato la valerianella in un piatto, una gran bella spolverata di pane abbrustolito e poi grattugiato, scagliette di grana padano, un pizzico di sale e un delicato olio del garda!

Ma non è finita qui

CRENCHENE SALTATE CON UOVO IN CAMICIA

La mondatura delle cicorie richiede un filo di pazienza in più (grazie mamma!) e una discreta quantità d’acqua! Una volta pulite le ho lessate in acqua bollente salata, per sei sette minuti, le ho scolate e le ho passate velocemente sotto l’acqua ghiacciata, le ho strizzate e le o passate in padella con olio evo e uno spicchio d’aglio, che poi ho tolto.

Nel frattempo mi sono fatto un uovo in camicia (lo sapete il trucchetto per farli perfeti: tegame largo e poco profondo, tanta acqua acidulata con aceto bianco, acqua a bollore e, prima del tuffo, occorre fare un vortice veloce con l’acqua.

Ho sistemato le crenchene e l'uovo nel piatto, una spruzzata di aceto balsamico, sale e pepe. sapori ancestrali! saluti golosi cat

sabato, gennaio 13, 2007

piccolo sole inatteso

Non so se considerarlo l’ultimo fiore della stagione passata o il primo di quella ancora da venire?!

Ieri, inaspettatamente, nel grigio e tristissimo cortile di un edificio per uffici, Paf! Un unico luminosissimo fiore di iperico, di un giallo potente, mi ha rallegrato la giornata.

Bizzarrie del tempo o piante ostinate, gli Hypericum patulum “Hitcote” normalmente non fioriscono di questa stagione…ma stavolta vien da dire: viva il buco dell’ozono!

Amici Ambientalisti, sto scherzando!

Volete l’aggancio fiore-ricetta? Beh stavolta non credo sia possibile e quindi vi cuccate questa bella vellutata, dato che a casa, quei marrani irriconoscenti, non hanno nemmeno voluto assaggiarla.

VELLUTATA DI CAVOLFIORE CON SEMI E OLIO DI ZUCCA

Ai signorini e alla signora ape il cavolfiore non è gradito…commento di mrs.bee: puoi cucinare, ogni tanto, qualcosa di masticabile? (per la cronaca io c’ho denti sanissimi, e sono miei!).

A proposito di denti…tutte le fortune ‘sti bambini d’oggi! Sono andato dalla dentista con tutta la ciurma, la quale mi ha consigliato di “sigillare i nuovi denti splendenti” del maggiore (li ha già cambiati!). cat con un filo di panico: sigillare in che senso? (già mi ero visto il mio piccolo mostro cucito con filo metallico e scotch!) dentista: ma come non sai che esiste una resina al fluoro che si applica sui denti nuovi e sani e che impedisce alla carie di attecchire per almeno qualche anno? Ovviamente con una buona igiene orale!”

Mannaggia! Fosse esistita ai miei tempi, ma sai quante caramellecioccolatini mi sarei sparato, così, senza troppe paranoie? (Ero terrorizzato da un cartello che avevamo appeso in classe, dove la carie era rappresentata come piccoli mostri con martelli pneumatici che ti trapanavano allegramente i molari, roba da sognarseli di notte, e io giù di spazzolino!)

Beh, insomma in questa crema non c’è niente di cariogeno: ho lessato al dente un cavolfiore piccolo con una piccola cipolla bianca. Ho fatto un piccolo soffittino con un cucchiaio di olio evo (ma chi se lo può permettere, ne usi quanto gli pare) e uno spicchio d’aglio, ci ho rosolato il cavolfiore a tocchetti, ho salato, pepato aggiunto una grattatina di noce moscata e ho diluito con l’acqua di cottura del cavolfiore. Ho lasciato cuocere a fuoco alto per alcuni minuti, ho eliminato l’aglio, ho passato al mixer, e ho servito con semi di zucca abbrustoliti e salati e un filo di olio di semi di zucca a crudo (ha un gusto speciale, fresco erboso e Zuccoso- professionale come descrizione noo? E poi contiene un sacco di vitamina e).

A me è piaciuta molto, buon fine settimana cat

giovedì, gennaio 11, 2007

navigare per non naufragare!

Hai voglia a navigare con la fantasia, quando hai a disposizione 70 g di pane integrale con i semi di zucca e 50 g di robiola! Per fortuna le tre isole erano coperte con piccole foreste di germogli di crescione. Adesso non posso, ma stasera completerò, parlando di giardini da cucina, lillipuziani, commestibili e ricchi di vitamine. saluti ipocalorici cat

martedì, gennaio 09, 2007

nevicata di petali

Neve? Ghiaccio? Ma dove? l’inverno appena iniziato ci fa sospirare la neve e queste temperature bizzarre fanno venire voglia di primavera.

Anche gli alberi quest’anno sono un po’ in tilt.

Vicino casa mia c’è un viale di ciliegi d’inverno Prunus subhirtella “Autumnalis”, un piccolo ciliegio da fiore di origine giapponese che, con i nostri consueti inverni, normalmente riesce a dischiudere solo qualche raro e timido fiore invernale.

Quest’anno sono esplosi in una fioritura copiosissima, una miriade di fiocchetti bianchi e appena rosati, e tutti in un colpo, che a vederli controluce sembrano una nevicata.

In questi giorni di vento è un piacere passeggiare sotto questi ciliegi (parcheggiare un po’ meno!): se guardi il cielo e riesci a focalizzare solo i rami fioriti, scontornando ogni sagoma di edificio o lampione, meglio se controluce, e ti godi la nevicata di petali sul viso, riesci per pochi attimi a teletrasportarti in un giardino giappo-zen,…purtroppo per strada la magia dura pochissimo, ti svegli brutalmente alla prima zaffata di smog e al primo strombazzamento di clacson (eppoi sono stufo della gente che mi fissa come fossi matto mentre svolgo i miei esercizi di meditazione urbana!)

Oggi zen in giardino e zen nel piatto: radici io le adoro (si era capito?)

Un’insalatina tiepida molto giappo

SCORZANERA CON CAROTE E SESAMO

Ho sciacquato una grossa scorzonera (Tragopogon porrifolius, andate a sbirciare in google che fiore fantastico produce!) dalla terra (una mia amica l’altro giorno, che ha ricevuto per la prima volta le scorzonere con la biokistl, credeva fossero delle decorazioni natalizie! Il dubbio le è venuto per lo strato di terra che ricopriva questi “strani legnetti neri”).

Insomma ho pelato la scorzonera, che sotto è candida, l’ho tagliata a tronchetti di 3 cm, che ho ulteriormente tagliato a bastoncino. Allo stesso modo ho tagliato una megacarotona. Ho messo a bagno la scorzonera per 15 minuti in una tazza colma di acqua fredda e un cucchiaio di aceto di mele (la ricetta prevede il su: l’aceto di riso!).

Ho fatto scaldare una padella antiaderente (ma funzia perfettamente anche un wok) con due cucchiai di olio di soia, ci ho soffritto la scorzonera scolata e le carote, aggiungendo due tre cucchiai di salsa di soia e un cucchiaino di zucchero (la ricetta dice tre cucchiaini, ma mi pareva troppo giappo!), ho aggiunto un paio di cucchiaiate d’acqua e ho proseguito la cottura a fuoco vivo. Ho sistemato le verdurine in una ciotola e le ho cosparse con sesamo tostato e un pizzico di shichimi tagarashi (roba piccante: pepe e peperoncino in egual misura!), itadakimas cat!

sabato, gennaio 06, 2007

fiori di ghiaccio

Yuhu eccoci di nuovo qui, siamo riusciti a spopravvivere anche a queste feste!

E non vi dico quanto è stata dura, ieri, indossare i calzoncini del costume di quest’estate (siamo andati in piscina) e scoprire che giusto giusto si chiudevano, con uno strano effetto ciambella intorno ai fianchi, nonostante la spessa fascia NON elastica, ma rigida!

Almeno ci fosse la neve! Uno bardato in una tuta da sci (nera ovviamente!) fa sempre la sua bella figura; oppure pattinando sul ghiaccio si può sempre dire”… eh ma c’ho sotto un paio di maglioni, sai il freddo”….ma in piscina, orpa proprio non si riesce a sfuggire! Pensate, nell’euforia del brindisi di capodanno mrs. Bee è riuscita a farmi promettere che almeno una bella fetta di panza se ne deve restare con l’anno vecchio!

Ho provato a dirle che i post di cucina dietetica non riscuoterebbero tanto interesse…è stata categorica, via almeno 5 kg.

Allora dato che tecnicamente le feste non sono finite, e avevo lasciato in sospeso il discorso sui biscotti eccovi una delle ultime ricette dolci di quast’anno!

Maddai che scherzo! Cucinerò i dolci, li fotograferò e li farò mangiare agli amici (quei malefici! tutti magri sono!).

E intanto, per bruciare un po’ di calorie al pensiero della neve che verrà (ma verrà?), godiamoci questi fiori di ghiaccio: il giardino è magico anche in inverno!

CUBETTI SPEZIATI – CUBETTI ALL’ARANCIA – CUBETTI ALLE NOCCIOLE

I biscotti a cubetto sono veramente comodi! Prepari la pasta, cuoci tuttoinsieme e poi tagli in comode porzioni, senza la fatica del matterello e degli stampini.

I miei preferiti sono i cubetti speziati: Ho montato a crema due uova intere con 80 g di zucchero di canna (dulcita), quando erano ben gonfie ho aggiunto 125 g di malto di riso scaldato in un pentolino, al filo, continuando a montare con la frusta elettrica. Poi ho aggiunto 60 g di scorza di arancia candita (vi ricordate la pumpia sarda), 50 g di cioccolato amaro grattugiato e 10 noci sgusciate e macinate non troppo fienemente.

A parte ho setacciato 250 g di farina semi-integrale, con due bei cucchiaini di cannella, una presa di chiodo di garofano in polvere, una grattata di zenzero secco, un cucchiaino di cardamomo in polvere, un bel pizzico di pepe, mezza bustina di cremor tartaro misto a bicarbonato (l’ ho trovato già pronto del “baule volante”) e la buccia di un limone bio grattugiata. Ho aggiunto la farina profumata alla crema di uova e ho steso in una teglia imburrata e rivestita di cartaforno (io imburro un pochino la cartaforno sotto e sopra, così si incolla per bene alla teglia, e toglierla diventa un giochetto!). Ho infornato per un quarto d’ora circa a 180°, ho tolto dal forno e appena si è un po’ intiepidito l’ ho tagliato in due strati orizzontalmente, con un coltellaccio seghettato. Ho farcito con marmellata di ribes, ho ricomposto il biscotto, ho glassato la superficie con cioccolata di copertura temperata! (sciolta, lasciata raffreddare sul giroscale – il balcone non ce l’ ho e così utilizzo il giroscale anche per raffreddare i biscotti e le torte – ogni tanto la dirimpettaia mi suona e mi chiede se può approfittarne! – e di nuovo sciolta e spalmata). Dopodiché ho ricavato i comodi cubetti!.

Per i cubetti alle arance è un po’ più complicata: ho fatto una frolla aromatizzata con buccia d’arancia (250g farina, 80g zucchero a velo, vaniglia naturale in polvere, buccia d’arancia grattata, 1 uovo, 125 g burro e un pizzicone di sale) e l’ho lasciata riposare qualche ora in frigo. Nel frattempo ho preparato la farcia: ho tritato nel mixer 250 g di mandorle sbucciate, pelate e asciugate in forno con un etto di zucchero e la scorza e il succo di due-tre arance bio.

Col mattarello ho steso la pasta molto sottile e ho foderato il fondo della teglia da pizza coi bordi alti (circa 30 x 20 cm), ci ho spalmato la farcia e ho coperto con un altro strato di frolla; ho infornato per circa mezz’ora a 180°. Ho fatto raffreddare e ho spalmato la superficie con una glassa ottenuta mescolando un albume con 300 g di zucchero a velo e liquore d’arancia mescolato a succo d’arancia filtrato. Ho messo sul giroscale a raffreddare (naturalmente ho dovuto offrire i biscotti a tutti gli altri 5 condomini – non potevo cancellare le prove, dalla cantina alla soffitta si annusava un buon profumino di pasticceria! – che il terzo giorno di biscottaggio, mentre salivi le scale, ti veniva da pensare: ma com’è che nessuno cuoce cavolo o brodo o crauti ultimamente?).

Una volta raffreddati ecco che ho ricavato i traslucidi cubotti a pallini arancione.

Mi rovino! Vi do anche la ricetta dei cubetti di nocciole: ho fatto una specie di frolla con 130 g di farina integrale, 130g di zucchero di canna, 130 g di burro, due tuorli, un pizzicone di sale, 130 g di cioccolato fondente grattato, un cucchiaio raso di cremortartaro-bicarbonato, una punta di coltello di vaniglia e una di cannella. Poi ho montato a neve ben ferma i due albumi e li ho aggiunti alla “speciedifrolla”. Ho ottenuto una pasta densa e cremosa che ho spalmato sul fondo della solita teglia con la solita cartaforno, in uno strato di circa un centimetro; ho cosparso con circa due etti di nocciole sbucciate, tostate in forno e private della pellicina, che ho un po’ sprofondato nell’impasto con il palmo della mano, e ho passato in forno a 180° per 10-12 minuti circa. Anche stavolta via sul giroscale (appoggio le teglie su uno stendino in alluminio che rimane piazzato, insieme alle decorazioni natalizie e al portaombrelli per tutto il periodo natalizio…si lo so che i miei vicini hanno molta pazienza! Ma li ricompenso degnamente!) Anche stavolta tagliati e gustati.

Buon inizio di 2007 goloso a tutti cat