cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

domenica, gennaio 18, 2009

mi son dato alla macchia

(foto di Ale) Mi sono dato alla macchia, ma mica per scherzo, per davvero; peccato sia successo ormai tre settimane fa! Lo so non ho scuse 'stavolta, sono un pigrone! ma almeno dal blogghe non volevo farmi stressare e mi sono goduto un po' di scia pigra e rientro leeento. Tornando alla macchia, per capodanno ci è scappato un viaggetto in Toscana, una settimanina di quelle che ricaricano le batterie per un bel pezzo. Ma mica una vacanza tutta tranquilla, per chi ci avete presi?? una bella vacanza Brambilla. Una vacanza Brambilla, a casa nostra, comprende uno spostamento di minimo quattro cinque famiglie! ovviamente tutte pm dotate, e tutte di almeno 2 pargoli! Il bagaglio a seguito è ancora maggiore delle canoniche vacanze estive, non vorrete mica lasciare a casa tute da sci/costume/accappatoi (coi brambillas ogni possibilità rimane aperta, specialmente col ramo brambilla wonder!), gelatiera, minipimer, grattugie varie e tanicona da 15 l per l'olio - partita vuota, tornata vuota!. Destinazione Val d'Orcia - Castelnuovo dell'Abate, dove una cascina in pietra ci aspettava, tutta per noi - e ci credo, eventuali altri avventori sarebbero fuggiti dopo poche ore - 8 bambini di default più il figlio degli amici toscani! (foto di Monica) Pensare che una volta facevamo TUTTE le vacaze "Brambilla" - il terrore dei vicini di casa! - poi col tempo abbiamo capito che, forse, una settimana all'anno, sarebbe stata un filo più rilassante. La casa era bellissima, ancora abbastanza "vera" non troppo rimaneggiata, coi suoi bei portoni in legno spifferosi, i mobili della nonna, ma non quelli fighetti, quelli un po' consumati, i quadri delle madonne, i suoi begli spifferi - molti spifferi!! Ci siamo cuccati una settimana di vento polare e, la sera, a letto, sepolti da plurimi strati - una coperta all'uncinetto rossa e nera, di quelle a quadrotti che ti spiattellano col loro peso, un piumino sintetico che faceva contatto col pigiama della bee, illuminando la stanza di bagliori che nemmeno il laboratorio di frankenstein..e una coperta a pelliccia di vero finto pelo - ci godevamo la danza degli accappatoi svolazzanti appesi alle grucce sulla parete ! La prima sera abbiamo dormito coi berretti e vi giuro, avevo freddo alle palpebre! - ma come facevano una volta?? - Poi abbiamo scoperto che il calorifero era spento! Il tempo non è stato magnanimo, e ci ha costretti in casa più del previsto, ma non ci siamo fatti scoraggiare e indossando le nostre scarpe da montagna, ci siamo lanciati in perlustrazione. millepiedi! Costeggiando curatissimi vigneti e grandi querce maculate, incuranti del fango, che ogni tre passi ci faceva crescere di 10 cm, siamo arrivati giù giù fino al fiume, profumato di fango buono e velato di nebbiolina. Il paesaggio di collina, che conoscevo solo in veste estiva, è una favola anche in inverno. Il bosco temperato, la macchia, le leccete, gli uliveti, me li sono gustati col naso e con gli occhi. Bardati di sciarponi e berretti, con nik, il pm grande, abbiamo "scalato" una collina coperta di bosco. Prima abbiamo dovuto affrontare una selva di erbazze giganti, la Stipa, alta più di noi - con le infiorescenze ricurve, come fuochi d'artificio; poi abbiamo attraversato un intricatissimo tendone di "stracciabrache", la Smilax aspera, con le bacche rosso ciliegia, invitanti quanto pericolose e le foglie a cuore, spinosissime, poi, a metà collina una radura con ...una barca ???; a seguire una passeggiata tra gli ulivi a mezzo monte, seguendo le orme della folle danza dei (nin-) cinghiali e, finalmente, il nostro obiettivo: un boschetto di corbezzoli (Arbutus unedo), coi frutti ancora appesi, un po' rinsecchiti, ma buoni almeno come le caramelle che compro dar biolojico, parola di nik! Abituati alle quinte protettive delle montagne, lasciare rotolare lo sguardo sulle rotondità delle colline, fino ad indovinare il bagliore del mare, ci ha fatto venire una improvvisa e pazza voglia di spiaggia e salsedine. Detto fatto, in poco più di un'ora eravamo nel parco della Maremma, a far calcare la spiaggia ai nostri scarponi un po' perplessi, sotto lo sguardo di indolenti mucche cornutissime e volpi scaltre - che voglia di tornarci d'estate! Tornando a Bolzano, accompagnati dal ramo "brambilla wonder" e guidati dal tom tom non aggiornato!! -che panico - , per trasformare la giornata di viaggio in giornata di vacanza ho convinto la bee e i nostri amici a fare tappa vicino a Siena, al "Parco delle sculture del Chianti", dove una coppia di gentili galleristi, a pagamento, apre la collezione privata di sculture, disseminate in un bel bosco di querce. Per compensare tutto il freddo sorbito abbiamo passato ore e ore accanto al camino, rapiti dal "nuovo" gioco brambillas, "die Siedler von Catan" - i coloni di catan, tanto che, d' un tratto il paesaggio toscano ci è sembrato quello del tabellone del gioco, o il gioco ci è sembrato ambientato in toscana, non ricordo più, ho dei ricordi un po' bui, bruni, oserei brunelli! Le vacanze brambilla implicano anche un bello spignattamento generale, che tra i brambillas non sono mica l'unico spentolatore!! Ma, sempre per l'effetto "rosso e bruno", al momento della foto bloggarola, il sottoscritto non era più in grado di mettere a fuoco e l'unica foto decente è uscita quella dello strudel di papavero, tipicamente toscano ;O). Scherzo, volevo fare un dolce sudtirolese per i nostri amici toshani, ma il destino ha voluto che non potessero assaggiarlo, ecco, almeno godetevi le foto!.
STRUDEL DI PAPAVERO
La sera prima ho sbriciolato 90 g di burro freddo con 6 etti di farina manitoba, finchè la farina non ha assorbito tutto il burro; ho fatto la fontana e ci ho sbriciolato 25 g di lievito di birra - ne ho trovato uno bio, germanico, prodotto da una ditta di birra, profumatissimo - un cucchiaio di zucchero di canna integrale e un bicchiere di latte appena tiepido - ho stemperato il lievito e ho coperto con un velo di farina e un canovaccio. Dopo mezz'ora ho aggiunto 50 g di zucchero di canna integrale, un bel pizzico di sale, due tuorli e un uovo intero e ho impastato bene, aggiungendo acqua fredda all'occorrenza, finché la pasta non è risultata bella liscia e lucida e ha cominciato a fare delle bollicine. Bisogna sbatacchiare la pasta sul tavolo parecchie volte e lavorarla bene con i palmi, ho piegato la pasta su se stessa e l'ho messa in frigo, coperta da un canovaccio, fino all'indomani mattina. Nel frattempo ho preso 3 etti di semi di papavero passati per bene al macinino e li ho versati in una pentola capiente con un etto di zucchero di canna integrale (qui ci sta bene anche il muscovado - mascobado), la scorza grattata di un limone bio, un bel cucchiaino colmo di cannella, 30 g di burro, un bicchiere di latte (ca 1/4). Ho messo il composto a cuocere finchè non ne è risultata una bella polentina neroazzurra, ho lasciato intiepidire e poi ho aggiunto tre bei cucchiai di miele. Ho sgonfiato la pasta con un cazzottone, l'ho lavorata ancora un po' e poi l'ho stesa con lo spessore di circa 1 cm, ho spalmato il ripieno di papavero, risparmiando i bordi, ho piegato all'indentro i bordi laterali e ho arrotolato lo strudel, l'ho spennellato di uovo e latte sbattuti e ho infornato in forno bello caldo a 170° per quasi un'oretta. Moorbido, volendo si può glassare al limone - anche qui, dopo lo sbafamento, occorre il controllo sorriso ;O). Ciao gente a presto, se la pigrizia non mi assale ancora, saluti golosi, cat