cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

venerdì, marzo 30, 2018

un pinguino non fa primavera

 





La veronica è esplosa dai nonni (non riesco ancora a trovare altro termine per definire la casa di Pravecchio) e copre di una nebbiolina azzurra il prato. Merita uno sguardo ravvicinato. Sdraiato osservo i piccoli fiori celesti, con le loro striature, così piccoli e comuni e al tempo stesso così belli. Veronica chamaedrys, "occhi della Madonna". Ne rubo un po' e li sistemo nel cestino di carta ricoperto di gattici che ho trovato al banchetto del contadino, con due ovetti veri, bianco panna, c'è qualcosa di più primaverile? 



sì, le rondini.

E dai nonni sono appena arrivate, a Bolzano non ancora.
In onore delle rondini, dell'agognata primavera e degli strabilianti dolci pasquali del sud mi sono inventato queste

RONDINI DI FROLLA ALL'OLIO EVO, PASTA DI MANDORLE E COTOGNATA



L'ispirazione è chiara: siamo in Puglia, in Salento precisamente, una via di mezzo tra il fruttone, l'agnello di pasta di mandorle e il pasticciotto.
Tutto tronfio questa mattina mostro ai  miei figli il lavoro notturno, sì perché questi dolci magici vanno fatti con calma e solo la notte ho il tempo necessario.
GM: belli pa' ma perché hai fatto dei pinguini per festeggiare primavera?
CAT: NON sono pinguini, è uno stormo di garrule rondini visto dal basso, con la panzotta bianca, che osservatori poco attenti.
BEE, dalla cucina sghignazzando e canticchiando: un pinguino non fa primavera...
Dopodiché ho deciso di glassare anche la panza col cioccolato, anche i miei occhi vedevano solo pinguini!



pasta di mandorle cotta alla Leccese
- 380 g di farina di mandorle
- 190 g di zucchero (io di canna non integrale)
- 3 cucchiai di acqua
- un pizzico di acido citrico o succo di limone



Ho cotto lo sciroppo a 121° a fuoco moderato, ho aggiunto la farina di mandorle e ho rimestato le polentina per qualche minuto, dopodiché l'ho svuotata sul piano di marmo ho aggiunto un nulla di cannella e ho impastato su una base di zucchero a velo finché è risultata una massa elastica ma un po' sabbiosa, è lì il suo buono! impacchettata in cartaforno e pellicola e lasciata intiepidire.

frolla all'olio d'oliva
- 300 g di farina 0
- 80 g di olio evo misto a olio di girasole (40 e 40)
- un cucchiaio di liquore all'anice
- un cucchiaio di acqua gelata
- un bel pizzico di sale
- 100 g di zucchero di canna
- un uovo intero + un tuorlo
- la buccia grattugiata di 3 limoni bio
- la punta di un coltello di semini di vaniglia bourbon
- la punta di un coltello di cremor tartaro 



Ho sbattuto con la forchetta uova, olio, liquore, sale ed acqua, formando una specie di maionese.
Ho mescolato zucchero, farina e cremor tartaro - sono dolci rustici, mi piacciono i granellini croccanti di zucchero non sciolto e la grana grossa della pasta - ho fatto la fontana e ho aggiunto la maionese.
Ho impastato fino a formare una palla lucida ed elastica. Coperta col magico telo/coperchio di silicone (uso sempre meno pellicola) e messa in frigo per almeno un'ora.

cotognata : prezioso regalo di Barbara, perfetta perché non troppo dolce.



Ho steso la pasta di mandorle col matterello in uno spessore di ca 6-7 mm e ho ricavato le rondini;
Ho ricavato dal panetto di cotognata lo stesso stampo delle rondini e ne ho fatte fettine;
Ho tirato la pasta frolla non troppo sottile sulla spianatoia infarinata e ho ricavato le rondini;
Ho sovrapposto frolla, cotognata, pasta di mandorle e coperto tutto con altra sfoglia, sigillando bene.



Via, in forno già caldo a 170° - STATICO! - per 15 minuti circa, finché si sono appena ambrate.

- zucchero fondente bianco
- cioccolato di copertura temperato

Ho glassato le rondini di bianco e poi ho spalmato ali, capino e coda con il cioccolato, tenendolo grezzo e raschiando con uno stuzzicadenti - la ghiaccia lucida e la perfezione avrebbero stonato su questi dolcetti naif...ecco, se non volete dei pinguini, glassate anche la panciotta delle rondini ;O)).

Profumano di sud e di primavera, la frolla all'olio ci sta perfettamente perché bilancia nel gusto la grande componente zuccherina.

Volete qualcosa di più noddico? E allora torniamo in Alto Adige Südtirol, con il pane dolce di Pasqua

OSTERFOCHAZ  - PANE DOLCE ALL'ANICE




- un kg di buona farina forte, meglio se bio
- 250 g di pasta madre matura - oppure 20 g di lievito di birra fresco ( serve anche per il gusto)
- due bei cucchiai colmi di zucchero di canna, meglio non scuro
- ca. un quarto di litro di latticello ( oppure acqua con alcune cucchiaiate di yogurt)
- un uovo intero 
- un cucchiaino raso di sale
- una cucchiaiata di semi di anice
- un cucchiaio di olio di girasole

Sia che utilizziate la pasta madre o il lievito, impastate tutto con la planetaria o a mano - io uso un ciotolone gigante in metallo ikea e un valido e potentissimo sbattitore a mano con apposite fruste, lavorando per bene finché non ottenete una bella palla soffice ed elastica.

Se utilizzate il lievito coprite con un panno umido e ponete in frigo fino al giorno dopo.
Se usate la pasta madre, coprite con un panno umido (io non uso mai la pellicola, vado all'antica) e lasciate a temperatura ambiente per almeno mezz'ora, poi mettete in frigo fino al giorno dopo.
Al mattino del giorno dopo togliete dal frigo e lasciate raddoppiare, bagnando nuovamente il panno di copertura.
Dividete l'impasto in due senza sgonfiare troppo, pirlatelo...e dai che lo sapete cosa vuol dire, ponetelo sulle teglie coperte di cartaforno e lasciatelo nuovamente lievitare fino al raddoppio.



Con uno spiedo, incidete poi un motivo a croce fiorita o a stella fiorita, come da foto, spennellate di latticello e infornate a forno, anche ventilato, già caldo (almeno 180) e con una ciotola di acqua bollente sul fondo.
A metà cottura togliete l'acqua e lasciate colorire la crosta sottile.

Si mangia il giorno di pasquetta con il prosciutto fresco di Pasqua, leggermente affumicato e il Kren 

KREN

- radice di rafano grattugiata con aggiunta di mollicadi pancarrè imbevuta di panna e strizzata, poco sale, un cucchiaino di zucchero, uno di aceto bianco un cucchiaio d'olio, fino a formare una cremina che stappa il naso anche al più potente dei raffreddori! 


OCCHIO, nel grattugiare il rafano proteggetevi naso, occhi e bocca se non volete finire distesi a terra privi di sensi!

Un saluto goloso e un augurio di giornate di Pasqua serene, il cat

6 Commenti:

Blogger Elisabetta Caminati disse…

Buonissima Pasqua a te ed alla tua famiglia. Betty

31/3/18 11:53  
Anonymous Anonimo disse…

Augurissimi a tutti voi di buona Pasqua.valentina

1/4/18 07:59  
Blogger Simona Nania disse…

😂😂😂 in effetti sono bellissimi i tuoi pinguini! Pensavo... quel rimedio casereccio potrebbe essere una valida alternativa al mio odioso spray nasale al cortisone 🤔

2/4/18 12:18  
Blogger Ely Valsecchi disse…

Adoro "gli occhi della Madonna" sono cresciuti spontanei anche nel mio orto e li lascio li, fino a quando il mio contadino seminerà le nuove verdure :-), le rondinelle sono golosissime ma quel pane all'anice deve essere uno spettacolo ed è da provare!!!!. E il rafano dove lo trovo????? Se lo pianto qui cresce? Buona giornata!

6/4/18 10:54  
Blogger Günther disse…

Mi sono molto divertito a vedere la foto della grattugia del rafano in effetti, ma molto belle le rondini aiutano a fare arrivare la primavera almeno nel pensiero

23/4/18 23:38  
Blogger cat disse…

ciao cari blogamici, sto un po' trascurando il bloggo perchè qui è esplosa la primavera e il vorteice del lavoro mi ha risucchiato come al solito...a presto con una torta strambissima e un mare di ciclamini che ho conosciuto il we scorso in Lucchesia
il cat

24/4/18 12:54  

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