cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

martedì, febbraio 09, 2010

e voglia di primavera!

Domenica siamo andati dai nonni, un po' più a sud, un po' più al caldo (ma dove???) in cerca di primavera. Ci ha accolti uno straterello di neve fresca e un vento freddo che ghiacciava anche i pensieri. Gold, che di solito ci viene incontro salterellando ci ha fatto un cenno con la zampa da sotto la sua copertina. Le gallinelle giapponesi sembravano piumotti per spolverare, tanto avevano le piume gonfie e cotonate per ripararsi dal freddo e, sorpresa!, spinta dalla fame immagino, sul limitare del pollaio, furtiva e guardinga è venuta a trovarci anche una fagiana. Mio papà mi ha raccontato che è una assidua visitatrice del pollaio e ha fatto il nido sotto la vecchia macchina per raccogliere le patate, protetta da un intrico di rovi e topinambur. Sbuca dal nulla quando viene sparso il becchime per i piccioni americani e, guardandoli sprezzante, alta bella e dorata, loro grigi cicciotti e goffi, gli frega i bei chicchi di mais da sotto il becco. In effetti è una bella signora fagiana in carne, chissà se porterà mai anche i suoi pulcini, li avete mai visti come filano? La mamma davanti a testa bassa e loro dietro, in fila indiana, alla velocità della luce, sembrano dei cartoon. L'orto dei miei è un po' spoglio, la nevicata ha sfondato la serra, le aiuole non sono ancora in produzione e soltanto dei peperoncini traslucidi, belli come lanternine turche (i semi venivano proprio da Istanbul) brillavano in controluce. Per la "spesa" abbiamo deciso di andare dal Paolin, il vicino dei miei, contadino "vero" e maestro di orto del mio vecchio (che poi con me fa il ganzo!) e inesauribile fonte di barzellette "onte", raccontate in valeggiano tanto stretto, che devo rimanere concentrato sul labiale. In ogni periodo dell'anno ha un orto stracolmo di verdure, incasinato come pochi (quasi peggio del mio) ma sempre lussureggiante e produttivo. In questo periodo campeggiavano delle verze giganti (le verze mi ricordano sempre la pianta carnivora della "piccola bottega degli orrori, da un momento all'altro mi aspetto di veder penzolare una grossa linguaccia rosa!) e dei cavolfiori tardivi, con la rosetta delle foglie larghe quasi un metro, irresistibili. Poi abbiamo fatto un giretto nella sua "stanza dei salami", che per gli amanti del genere (io mi pappo le verze e ve li lascio tutti) è un gran bel vedere. Mia nonna, dopo aver visto le foto mi ha mandato di corsa a comprargli 3 bei cotechini! Pomeriggio ho tentato una spedizione alla ricerca delle mie adorate erbazze commestibili. Bardati fin sopra le orecchie, con la nonna e le sue capre da passeggio, abbiamo battuto i "nostri posti". Qualcuna ce n'era, ancora spargola e intirizzita, ma il freddo ci ha fatto passare la voglia di raccoglierle e ci siamo goduti la campagna in questo periodo di dormiveglia, con la luce fredda che mette in risalto la filigrana degli alberi e accende i colori degli oggetti sullo sfondo opaco delle foglie. Come mi sono pappato il cavolfiore? ma nel mio modo preferito: alla sarda!
CAVOLFIORE ALLA NONNA MARIA
Ho lessato al dente il cavolfiore in acqua leggermente acidulata con aceto, ho fato soffriggere in olio evo alcuni spicchi di aglio, che poi ho eliminato; ci ho tuffato le cimette di cavolfiore, con delle belle olive nere, una spolverata di sale, pepe e origano e ho fato rosolare finché non si sbruciacchia un pochino il tutto - tipo roesti, ne riuscirei a mangiare una padella intera! Sarà mica una ricetta questa? e il dolce? Questi veramente li ho fatti a casa e non dai nonni...ma noi no glielo diciamo ;O).
CORNETTI DI PASTA DI RICOTTA AL PAPAVERO TOPFENKRAPFERL (die vom Freitag!)
Questa ricetta me l'ha gentilmente regalata la vicina di casa della mia segretaria ed è una bontà. La consistenza è quasi quella della pasta sfoglia, ma più leggera e si presta ad essere riempita con sfizi salati o dolci. Ho frullato nel mixer 200 g di quark (ricotta vellutata un po' acida, sostituibile con ricotta vaccina) con 160 g di olio di girasole bio spremuto a freddo e 40 g di latte (la ricetta originale prevedeva quark + 200 g di burro), ho messo in frigo una notte e si è trasformata in un panetto di similburro (margarina praticamente, però sapevo cosa c'era dentro!). Ho impastato il panetto con 250 g di farina setacciata e un pizzico di sale (nella versione dolce si può aggiungere la punta di un coltello di vaniglia naturale in polvere). Via, di nuovo in frigo, coperto da un panno per alcune ore. Poi ho lavorato poco impasto per volta, l'ho steso col matterello e ci ho ricavato dei dischetti, alcuni li ho riempiti con semplice marmellata di marroni, alcuni con il ripieno di semi di papavero, lo stesso dello strudel. In forno bello caldo a 170° per circa 12-15 minuti, zucchero a velo come se nevicasse e sgnamme, sono buoni tiepidi, ma anche il giorno dopo, anche se diventano un po' ümidi! saluti golosi a tutti, cat

martedì, gennaio 26, 2010

voglia di bianco

Una bella camminata sulla neve, ecco quello che ci voleva per togliersi di dosso questo torpore invernale che mi ha tenuto lontano dal blogghe, pura pigrizia lo ammetto! Organizzati quattro panini e un po' di companatico, riempiti i thermos di the bollente, raccattati i figli dei nostri amici - sì perché vorrete mica andare in montagna a camminare da soli coi pm vero??? si parte. Che bella fatica sprofondare un pochino nella neve farinosa, il naso ghiacciato, sbuffi bianchi ad ogni passo, che se non c'è vento si possono fare anche gli anelli, come con le sigarette, ma vuoi mettere il profumo dell'aria ghiacciata. Coi pm ci lanciamo in una degustazione, assaggiando i vari strati di neve. Mmm, c'è quella ancora morbida e vellutata degli strati più bassi, che si compatta fino a raggiungere la consistenza del pane - Nik, il pm grande, riesce a farci un donut, io vado di muffin. Poi c'è lo strato superficiale, briciole di ghiaccio sbarluccicanti, che si possono gustare lasciando attaccare i cristalli direttamente alla lingua con effetto panatura - alla terza volta ti sembra di avere un bastoncino del capitano al posto della lingua e fi cominfa a paflafe cofì e in bocca rimane un gusto fresco e metallico; ma la vera goduria sono i ghiaccioli appesi agli abeti, ambitissimi e sempre sull'abete più lontano (vedi cosa ci si deve inventare per farli camminare), liscissimi, da lasciar sciogliere in bocca, magari alternando una sgranocchiatina ai minuscoli semi alati degli abeti e dei larici, pinolo alla decima! o ad una bacca di ginepro o, ancora meglio, gustando la polpa ghiacciata delle coccole delle rose canine. E la ricetta? Sono a dieta per l'ennesima volta uffa, ecco, anche! ma siccome devo farmi perdonare il fatto di essere sparito ancora per un mese, non facendo nemmeno gli auguri per il nuovo anno, vi regalo la ricetta dei tortelli di zucca del ramo mantovano della mia famiglia.
TüRTEI CON LA SüCA
Questi li abbiamo fatti il primo dell'anno, insieme ai pm e ai figli dei nostri amici, che mi hanno stupito per l'interesse e la manualità che hanno dimostrato; sono tutto orgoglioso, quasi meglio di un 10 in pagella ;O) ! Abbiamo fatto la pasta all'uovo: circa un uovo medio per ogni etto di farina più quella per impastare e quella da spargere abbondantemente sui vestiti e ovunque ;O); l' abbiamo fatta riposare un pochino e poi l' abbiamo stesa con la macchinetta - devo recuperare dalla mia nonna la mescola in legno di pero fatta dal mio bisnonno falegname! Il ripieno lo avevo già preparato e ho usato: quattro grosse fette di zucca marina, (quelle zucche verdi scuro, costolate e tutte bitorzolute) gentilmente offerte dall'orto del babbo, ma da quello vero, mica dal mio esperimento, ve lo ricordate, vabbè sorvoliamo...evidentemente la Padania non è simile all'America del sud! Ho cotto al forno le fette di zucca con la buccia, finchè non si è formata una pellicina croccante e con qualche bollicina sbruciacchiata. Ho raschiato la pelle bruciata, ho eliminato la buccia e ho passato la polpa al setaccio. Ci ho aggiunto una quantità industriale di grana stagionato grattugiato, la buccia grattata di mezzo limone, una bella grattata di noce moscata, un pizzico di pepe, uno di sale, il rosso di un uovo, una decina di amaretti sbriciolati (ma anche di più se vi piacciono molto dolci), una mandorla amara grattuguiata anche lei (le ho trovate solo in Puglia) - oh, mica mettere aroma di mandorla vero?! credetemi l'ho fatto un anno e ho dovuto buttare via tutto, piuttosto rinunciate! Ah, dimenticavo, alcune belle cucchiaiate di mostarda mantovana tritata finemente, qualche piccolissimo pezzettino di candito sotto i denti è anche piacevole. Si amalgama bene il tutto, si regola di sale e spezie e si riempiono i türtei. Se lasciate intorno al tortello un bel po' di pasta, ci si gode di più il ripieno. Si buttano in acqua bollente leggermente salata e, come vengono a galla si scolano e si condiscono. A casa nostra si va di burro fuso con qualche cucchiaiata di acqua di cottura e profumato con foglie di salvia e grana grattugiato (adesso che l'ho scritta mi è venuto il dubbio di averla già proposta...boh?) saluti golosi a tutti, cat

mercoledì, dicembre 23, 2009

muschio, pecore e biscotti

Un po' di muschio morbido, velluto verde rubato a divani di sasso; Un po' di pecore con le corna a cavatappi, che a noi piacciono anche quelle nere! Un Babbo (il mio!) che "s-decora" un albero prima che nevichi; Un bel cesto di palle arancioni... ...che diventano foglietti croccanti. Cosa volete di più? Hehe, lo so cosa state aspettando, golosastri. E allora vai di teglie! questi li hanno fatti i miei Pm, tutti orgogliosi. Quest'anno grandi classici, ma non scontati. Le ricette sono tutte rielaborazioni di ricette testate dopo varie "Experimentazionen" tipo Frankenstein, unendo pezzi di ricette e procedure, dai 2000 libri e riviste di biscotti natalizi che ho in soffitta (eddove altrimenti?!) Iniziamo con quelli da preparare almeno con tre settimane di anticipo, perché devono "maturare" il loro aroma, chiusi nelle loro belle scatole di latta.
PANPEPATI CROCCANTI AL CIOCCOLATO - SCHOKOLEBKUCHEN
il mio regalo di quest'anno sarà...tadà l'elenco degli ingredienti - non sapete quante cazziate mi avete tirato! 150 g miele, 125g zucchero di canna integrale, 50 g olio vegetale bio! (girasole spremuto a freddo); 3 cucchiaini colmi di misto di spezie per lebkuchen; la buccia di un limone grattugiata; 200 g farina di frumento + 200 g di farina di segale; un tuorlo medio; un pizzico di sale; 120 g cioccolata fondente grattugiata; un cucchiaino colmo di ammoniaca per dolci sciolto in 3 cucchiai di latte o liquore all'arancia; Ho sciolto in un pentolino, a fuoco dolce, il miele (io ho usato un millefiori di montagna), lo zucchero e l'olio di girasole, mescolando finché non è risultato un caramello denso tipo mou, che ho lasciato raffreddare un po'. Poi ho aggiunto la buccia di limone, le spezie (che ho macinato al momento nel macinino: zenzero, cannella, chiodo di garofano, pimento, buccia di mandarino secca, macis e alcuni semi di anice stellato, ma ognuno può creare la compo' che più gli aggrada) e ho cominciato a lavorare la pasta con lo sbattitore con le molle a spirale - che potrei stare delle ore a vedere la pasta che si arrotola ai ferri; ci ho setacciato le farine a poco a poco, alternandole con la cioccolata raspata e il tuorlo. Ho sciolto l'ammoniaca nel liquore - ocio che fa una schiuma da laboratorio esplosivo!! e l'ho aggiunta al composto - secondo me è meglio compiere queste operazioni con la finestra aperta, la reazione chimica emana un bel fetore!!! Ho lavorato la pasta con lo sbattitore e poi a mano, sulla spianatoia con l'aiuto di altra farina, finché non ho ottenuto una pasta elastica e non appiccicosa, vai di pellicola (la uso solo a Natale, giuro!) e in frigo fino al giorno seguente, ancora meglio fino al successivo. Ho steso la pasta non troppo sottile, ho passato la spatola lunga per bene per staccarla dal tavolo e ho ritagliato le formine. Le ho piazzate sulle teglie con cartaforno e via in forno bello caldo a 160° ventilato pasticceria per ca 10-12 minuti. All'apertura del forno sono stato investito da una zaffata di ammoniaca che ancora un po' vado di denti secco sul fornello!! Mi raccomando aprite con cautela - nei biscotti, una volta cotti, non si sente nulla di "ammoniacal", che non son mica fatti col cif! Li ho decorati con cioccolata bianca e li ho chiusi, dopo alcune ore in una scatola di latta: croccanti e speziati. Poi cosa ho fatto di nuovo? aggià le
MARZIPAN- ZIMTSTERNE STELLE CANNELLA E MARZAPANE
Queste meravigliose stelle tipo panforte le ho adattate da una ricetta presa da qui (Danke Marion!) 100 g di marzapane "crudo" (da noi si trova in pasticceria, ma anche al super!); 3 albumi un po' montati; 100 g di zucchero a velo; 60g di arancia candita tritata finissima; 50 g di zucchero di canna integrale; 2 cucchiaini colmi di cannella regina, mica quella cinese, troppo canforata; la punta di un coltello colma di semini di vaniglia naturale; 150 g di mandorle con la pellicina, tritate lasciandole un po' "sabbiose"; 50 g di nocciole con la pellicina, idem; un pizzicone di sale; 50 g extra di mandorle tritate. per la glassa: un albume + 150 g di zucchero a velo e un cucchiaio di succo di limone. Ho smanazzato il marzapane con un albume, finchè non si è ammorbidito, ho aggiunto il resto degli albumi, alternando con mandorle, nocciole, canditi, zucchero a velo e zucchero grezzo, spezie e sale, aiutandomi con un cucchiaio perchè l'impasto e appiccicosissimo. Ho fatto nevicare sulla spianatoia un denso strato di zucchero a velo e con pazienza, ho steso la pasta in uno spessore di ca. mezzo cm; ho ritagliato le stelline con la formina, immergendola parecchie volte in acqua per facilitare il taglio netto. Ho mescolato lo zucchero a velo con il succo di limone e poi ho aggiunto l'albume, montando con le fruste; ho spalmato, con l'aiuto di un coltellino a punta, la glassa sulle stelline, tirandola dalle punte al centro. Vai di forno caldo a 150g per ca 15 minuti, la glassa deve rimanere bella bianca e il centro dei biscotti morbido. Occhio a NON sovrapporre le stelline nelle scatole, altrimenti, come solleverete le prime, vi rimarrà inevitabilmente la bella ghiaccia bianca attaccata al sedere della stellina superiore. Io faccio dei distanziatori di cartoncino tra uno strato e l'altro, in modo che le stelline rimangano rialzate: morbide, mandorlate, "medievali". E adesso non cominciate a ridere: SI CHIAMANO PROPRIO COSì!
I BISCOTTI DEL KAISER
Trovati su un vecchissimo Quaderno di pasticceria Curcio, con ricette di tutto rispetto, scovato a Milano, su una bancarella, ca. 20 anni fa. quattro uova sode passate al setaccio; 50 g di zucchero di canna integrale; un pizzico di sale e una presa di cannella; la buccia grattugiata di un limone; 125 g di farina bianca + quella per la spianatoia; 90 g di burro ben freddo; un tuorlo. Per la meringa: due albumi, 25 g di zucchero a velo, mandorle a lamelle. Ho passato le uova al setaccio fino, ho aggiunto zucchero, limone, spezie e sale e ho lavorato bene fino ad ottenere una pasta liscia. Poi ci ho aggiunto la farina e il burro freddo passato alla grattugia grossa per verdure della mandolina - furbata megagalattica scoperta su una rivista austriaca, ideale per tutte le frolle e le brisee, ottima soluzione per ridurre i tempi di impasto e non smanazzare troppo il burro e la farina, compromettendo la pasta. Ho aggiunto il tuorlo e ho impastato bene; pellicola, frigo una notte! Il giorno seguente ho montato a neve i due albumi, con un pizzico di sale e lo zucchero a velo, ho steso la pasta non troppo sottile, ho ritagliato dei cerchietti, ci ho messo sopra un ciuffo di meringa e ho coperto con le mandorle a lamelle. in forno a 160° per 15 minuti, la meringa deve diventare color caramello: antichi, per amanti delle uova.
Poi ho fatto questi:
BACI CIOCCOCOCCOZENZERO
2 chiare d'uovo un po' "vecchiotte" (2 giorni di frigo!); 150 g di zucchero semolato; un pizzico di sale; una bella grattugiata di zenzero fresco; qualche cucchiaiata di gocce di cioccolata amara, di quelle che rimangono scrocchiarelle; Ho montato le chiare a metà, col sale; ci ho aggiunto lo zenzero e lo zucchero e via di fruste, finché la neve non si è bella indurita; ci ho aggiunto il cocco, passato prima un po' al macinino e, per ultime, le gocce di cioccolata. Sulle teglie (con cartaforno - se siete ecologici spinti potete usare le ostie da pasticceria ;O) ) ho fatto dei mucchietti con l'aiuto di due cucchiaini e ho infornato in forno tiepido a 150° scarsi - ventilato pasticceria - per circa un quarto d'ora. Devono seccarsi e diventare croccanti e ariosi, se il fondo rimanesse troppo umido, metterli nuovamente nel forno caldo ma spento, a testa in giù per un pochino: per coccofan. E per stasera finisco con questi goduriosi e superaustriaci
ANELLI DI MOZART
Ricetta presa paro paro dal libro:H. Gasser + G. Loibelsberger, "Wiener Weihnachtsbaekereien", AV Buch - Wien 2008 un Panetto di marzapane crudo da 250 g; 37 g di zucchero a velo (37, mi raccomando che 'sti austriaci sono precisini ;O) ); 37,5 g farina bianca setacciata; 25 g mandorle pelate, sbiancate e tritate finissime; 25 g noci, sbiancate, pelate (che lavoro fioi!) e tritate finissime; 50 g uovo leggermente sbattuto (hehe, qui vi voglio); 10 g liquore amaretto (io ho mescolato olio di mandorla amara con 10 g di rosolio); 20 g miele d'acacia, o altro miele chiarissimo. per decorare: il resto dei 50 g di uovo, mandorle a sfogliette, cioccolato di copertura. Ho versato tutto nel mixer con la lama in plastica, ho azionato qualche minuto e ho finito di lavorare a mano l'impasto e l'ho messo in frigo per almeno un'ora . Ne ho ricavato dei rotolini sottili, che ho tagliato a "bruchi" di ca. 5 cm e ho chiuso a ciambella intorno alle dita. Li ho sistemati sulla teglia con cartaforno, li ho pennellati di uovo e li ho coperti con le mandorle. Li ho cotti in forno caldo a 170° ventilato pasticceria, finché non si sono dorati, ca. 10'. Li ho lasciati raffreddare e ne ho pucciato il fondo nella cioccolata di copertura, lasciandoli asciugare a testa in giù su di una grata: un morso ad occhi chiusi e arrivi dritto dritto a Salzburg! Cosa? ah già, dimenticavo: cosa sono quei robi neri vicino ai Mozartringerl?
I BACI DARK
In tedesco di chiamano Witwenküsse= baci di vedova! 2 chiare d'uovo un po' "vecchiotte" (2 giorni di frigo!); 150 g di zucchero semolato; 120 g di mandorle e nocciole tostate e tritate grossolanamente; 120 g di cioccolata amara raspata; un pizzico di sale e la punta di un cucchiaio di vaniglia naturale in polvere.
Ho tostato in forno, sotto il grill - ocio che ci si mette un secondo a carbonizzare il tutto, 60 g di mandorle tritate o a listarelle e 60 g di nocciole tritate e le ho lasciate completamente raffreddare. Ho montato le chiare con il sale e, a metà, ho aggiunto lo zucchero a velo, finchè la neve non è indurita bene. Ho aggiunto a cucchiaiate le mandorle, la cioccolata e la vaniglia, "tagliando" la neve dal basso verso l'alto con un cucchiaio di metallo, acendo attenzione a non smontare tutto. Con due cucchiaini ho fatto dei mucchietti sulla teglia, li ho decorati con una nocciola intera e li ho passati in forno caldo a 150° - ventilato pasticceria- per ca. 10 minuti: molto dark! E per oggi credo possa bastare, mi sono fatto perdonare la lunga assenza? Un sereno Natale a tutti i blogamici che sentono il Natale e una splendente Festa della Luce a tutti gli altri. Saluti golosi a tutti, cat.

venerdì, novembre 20, 2009

meme degli Scriba'

cat: maddai! e chi si ricordava più di aver cucinato tutte 'ste robe? certo coi dolci ci ho dato giù di brutto...oh no! il periodo della dieta, questo lo slatiamo a piè pari, orpa ma è un po' lungo... e questi commenti, 'spetta 'spetta che leggo un pochino... Bee, vieni ti ricordi che ridere...aggià la Cuoca Rossa, chissà dove è finita... Katy, hai avuto una grande idea! Un po' di scartabellazio nell'indice delle ricette (che non ho mai imparato ad usare i tag e non vi dico quanto sia laborioso il tagliaincolla del mio indice medievale!!) ha riportato a galla vecchie glorie e vecchi amici. E poi, si può dire no agli Scriba'? Allora prima di tutto, per le regole, passate da loro e adesso le ricette che hanno lasciato un segno...Katy come segno si può intendere anche un kilozzo due di troppo? ;O) Fa parte della tradizione locale ed è stata adottata dalla mia famiglia: non si può stare senza Sciroppo di fiori sambuco, che poi è il primo post e ci sono molto affezionato; Sono diventati una piacevole abitudine: questi gnocchi e anche questi...ma me li devo mangiare al punto marcobiotico, che la Bee manco vederli, li vuole! lei preferisce questa, devo dire golosissima e napoletanissima pizza con le scarole, che ci ha insegnato la nostra vicina di Pozzuoli; erano fruto di una momentanea curiosità: questa confettura, consumata fresca ottima, col tempo stucchevole...mi ha un po' deluso...dovevo farla fuori tutta subito! la ricetta ripetuta all'infinito e con svariate versioni, sia da me che dalla Bee sono sicuramente gli spaetzle, che ricadono un po' anche nella prima categoria. e la ricetta che ho amato alla follia, ma che non oserò più ripetere...forse, è sicuramente lo Zelten (che lo zelten suona strano, a noi bolzanini ci viene da chiamarlo il zelten ;O) Saluti golosi a tutti, cat

venerdì, novembre 06, 2009

rossoaranciogiallo

Per fortuna il periodo di cantieri di sola terra, cementazzo e metallo, che mi ha tenuto lontano dal blogghe, è alle spalle (archiniere sono e il cassero e l'impalcatura mi attizzano, ma alla lunga, il 'niere che è in me sente il richiamo della foresta). E per fortuna è iniziato il classico periodo del "lapregovengasubitoavederechefraunpogela!", il mio preferito, dopo quello dei prati in fiore, periodi propizi ai sopralluoghi e alle decisioni senza troppi ripensamenti. Sono fatto così, un po' di sano stress e pepe al ...mi fanno lavorare più concentrato. Al ritorno da uno di questi sopralluoghi ho dovuto inchiodare la macchina: al limitare di un prato verde che più verde non si può (mannaggia era pieno di tarassaco ma non avevo con me nemmeno un coltellino!) la luce del pomeriggio, scivolando liscia e senza ostacoli nell'aria ghiacciata, colpiva un gruppo di ciliegi infiammandoli letteralmente. Che rosso! nulla da invidiare alla bianca fioritura primaverile; mi è sembrato un premio dopo lunghe settimane tra scartoffie e cemento, acciaio e mouse. Poco lontano, un frassino colpito di netto da una folata ghiacciata notturna, ma solo da metà chioma in su, sfoggiava una livrea metà verde e metà vinaccia, con effetto optical; anche le singole foglie della "zona di mezzo" erano bicolori. Logicamente, quando ti capita un incontro simile, la batteria della digitale fa cilecca. In questo periodo in giardino tutto è accelerato, in una danza pazza prima del riposo invernale. Non ci si può concedere il lusso di indugiare, ne' con i lavori , ne' con la digitale! Se vi piace riempirvi gli occhi di colori caldi, fare provvista per l'inverno, fatelo subito! Inchiodate con le bici o le auto ai bordi delle strade e godetevi lo spettacolo. Un'ora di pioggia o un refolo gelido possono cancellare da un momento all' altro quel bel gruppo di biancospini rosso cardinale che proprio non posso perder...(sigh!) o l'arancione brillante di quel gigantesco albero dei tulipani, che, ops è virato al marrone spento o la fiammata della lagerstroemia che si staglia sul viola cupo del prunus pissardi; ehi, ma chi l'ha spenta? Per fortuna anche al lavoro giro sempre con la digitale col "colpo in canna" e quest'anno mi è venuta la fissa degli alberi dal basso, fotografati dall'interno con i rami in chiaroscuro e le foglie che filtrano la luce, come tessere di una vetrata gotica, piccoli spaesaggi capaci di dare senso anche alla più tosta delle giornatacce. E ora, accontentati gli amici giardineschi, pensiamo agli spadellatori! Ho comprato un libricino della GU Verlag, "Kürbis" (zucca) di Martin Kintrup, solo per questa ricetta, che però ho un po' modificato. Per evitare uno shock agli amici vegani (che ammiro per la forza di volontà!), questa è la prima ricetta che pubblico che contiene un pochino di speck, non proseguite nella lettura ;O))!
QUICHE DI ZUCCA, FINOCCHI E UVA BIANCA
Ho preparato una pasta brisè lavorando col mixer 90 g di semi di zucca decorticati, tostati, raffreddati e tritati finemente, con 230 g di farina di farro integrale, un pizzico di sale, 80 g di burro freddo e un paio di cucchiaiate di acqua gelida, ne ho fatta una palla, l'ho avvolta nella pellicola e l'ho messa in frigo per un'oretta. Nel frattempo ho lavato e tagliato a quadratini (tutti uguali vero?!!) mezza zucca hokkaido, ca quattro etti- quelle belle arancioni a palloncino, da papparsi con tutta la buccia! - un bel finocchio e una bella cipolla bianca, due se piccole. Poi ho lavato, sgocciolato, tagliato a metà e privato dei semi gli acini di un bel grappolozzo di uva bianca da tavola (che il vinacciolo sotto il dente mi sgrìsola!), e fatto a dadini una fetta spessa di speck, mi raccomando Alto Adige Südtirol!. Ho saltato in una pentola con un po' di olio evo zucca, cipolle e finocchi, finché non si sono ammorbiditi, poi ho aggiunto lo speck e ho fatto appena sfrigolare, ho salato e pepato e, a fuoco spento ho aggiunto l'uva. Ho grattugiato con la mandolina a fori grossi un pezzo di emmenthaler, ca. 100g, ci ho aggiunto due uova sbattute e due belle cucchiaiate di formaggio cremoso bianco . Ho steso la pasta nello stampo e, tìn! parte la deformazio da eccesso di cantiere e mi viene da farvi uno sezione della quiche con autocad! - fondo e bordo bucherellati spessore ca. o,4 mm, - copertura del fondo con strato drenante e assorbente eseguito in pane grattugiato di fresco, - fornitura e posa di verdure saltate posate ad archi contrastati a mo' di "sanpietrino"e successiva boiaccatura del mosaico con malta di uova e formaggio. Oddio è riemerso l'architetto! In forno bello caldo a 170° per ca. 40 minuti. Valeva la pena comprare il libretto! Saluti golosi, cat.