cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

mercoledì, giugno 24, 2009

nel giardino dei Fanes

le foto sono cliccabili per maggiore goduria!
Pedalare fa bene! Lo scorso settembre abbiamo partecipato a Bz in bici e completato tutto l'itinerario, abbiamo guadagnato i preziosi biglietti della lotteria cittadina. Che devo dire, c'è e si vede! e allora che serva a qualcosina no? Abbiamo vinto un we in agritour, anzi in un "Bauernhof" a scelta in tutto l'AA-Südtirol e abbiamo scelto di trascorrerlo in alta val Badia, che conoscevamo pochino pochino (vergogna!). Un bel viaggetto spazio-temporale, in un'oretta siamo sbalzati indietro di due mesi (come temperature, fioriture, giacconi...) e meraviglia, mi sono ri-goduto le fioriture dei lillà e delle rose selvatiche, che ormai erano bei ricordi profumati. Abbiamo trascorso due bei giorni freschi e tonici e con tutto 'sto freddo non ci siamo fatti certo mancare le calorie. Eravamo ospiti in un maso dove producono latte, burro e formaggio di malga, una bontà, specialmente le colazioni, col pane scrocchierello e il "velo" di burro, l'intonacatura da due centimetri di spessore! La sera poi, abbiamo cenato in un famoso maso a Pedraces, dove ci hanno letteralmente imbottiti di Tirtlen con ogni farcitura: crauti, spinaci, ricotta, papavero e mirtilli rossi..., "panicia" zuppa d'orzo, sgonfiotti di patate e via dicendo tipo pranzo di nozze (se vi capitasse di andarci, NON toccate cibo per l'intera giornata!) - l pm stravolti dal sonno, si sono fatti un pisolino sulla panca; all'arrivo delle costine di maiale e dello stinco- rifiutati dal sottoscritto e dalla Bee temendo l'esplosione imminente - nik, il pm grande, si è rianimato, sbafandosene un piattone sotto i nostri occhi sbigottiti, per poi ri-piombare in un sonno profondo. Beata gioventù io c'ho avuto gli incubi tutta notte, inseguito da frittelle di ogni foggia e dimensione... Oh, ma non abbiamo mica passato tutto il we a tavola! Domenica ci siamo alzati di buon'ora e abbiamo preso la seggiovia per il rifugio "Santa Croce" - si lo so che c'è anche la camminata di tre ore andare, tre ore tornare ma avete presente trascinarsi dietro i pm??? Bello! i miei amatissimi prati, non sapevo più dove guardare e cosa fotografare, distese di genzianelle primule rosa e botton d'oro, peccato per la luce balenga del cielo coperto. Mi ero appena scusato di non essere riuscito a pubblicare il rituale prato fiorito? e invece, detto fatto! Arrivati al rifugio abbiamo deciso di proseguire per il sentiero che porta alla ferrata e abbiamo scelto bene.
camedrio alpino, Drias octopetala
Si attraversa un bosco di radi pini, pietre bianchissime e distese di rododendri fioriti e cuscini di dafne profumatissima, forse anche troppo; un giardino zen alla decima; ogni roccia sembra sistemata appositamente, incorniciata dalle clematis alpine;
Clematis alpina
i gruppi di rododendro danno profondità, il camedrio illumina la scena, veramente un incanto.
camedrio alpino, Drias octopetala
E ancora più incantati si resta se si scende di scala e si osservano i dettagli.
Daphne striata
Silene exscapa
Rocce ammantate di cuscini fioriti; il legno dei ginepri liscio e argentato dalla neve e dal sole; minuscoli perfetti paesaggi nelle crepe della dolomite, tutto sotto l'incombete presenza della parete del Santa Croce, nuda, aspra, sempre più vicina e possente. E più si sale più i pini si fanno radi e contorti, spariscono i rododendri ferruguinei e sotto i mughi si illumina il rosa del rododendro cistino, grazioso come pochi, per lasciare poi il passo a spargole genziane tra il ghiaione. Speravamo di vedere le marmotte, ma i pm hanno scoperto l'eco! credo ci abbaino sentito fino in svizzera.
rododendro cistino - Rhodothamnus chamaecistus
Gentiana acaulis
Non siamo grandi montanari, ci conoscete, siamo più "da pic nic con copertina", ma visto anche l'entusiasmo che il paesaggio di alta montagna ha scatenato nei pm, specialmente per le arrampicate sulle rocce e alla vista delle amatissime piante carnivore (pinguicole) (oddio, quando si sono resi conto che per tornare al rifugio avremmo dovuto ri-percorrere tutta la strada c'è stata un po' di burrasca...) bisseremo al più presto.
Pinguicola alpina
Per ora ci caliamo al mare: Sardegna, nord, vicino al paese della mia nonna, mai visitato. Una vacanza un po' "radici", a presto. Mannochenonvilascosenzaricettina.
CONFETTURA DI LAMPIEGIE
Ho trovato delle ciliegie in cassetta belle mature, nere e sode e ad un prezzo ragionevole (al super le ho viste a 9,60 euri!! roba da matti), così come dei lamponi, per integrare quelli dell'orto. Siccome quest'anno l'albicocco ha scarseggiato con la produzione, mi sono buttato sulla confettura di lampiegie ;O). Ho lavato, asciugato bene e snocciolato un kilo di ciliegie, che pulite fanno circa otto etti, le ho passate al minipimer con il succo di un limone, ci ho aggiunto un kilo di lamponi non lavati - erano bio, li ho solo mondati -e due etti di ribes rosso sgranato, al posto della pectina. Ho aggiunto un kilo di zucchero di canna bianco - quello grezzo è troppo forte e copre il gusto della frutta - e ho lasciato a macerare per tutta la notte. Al mattino ho dato una bollita di ca. 10 minuti, ho schiumato bene - bisogna essere drastici, la schiumetta rosa va tolta tutta con pazienza, altrimenti la marmellata risulta opaca e sbiadita e ho lasciato riposare. Al pomeriggio ho passato al passaverdura - maglia fine (sì!, sono delicatino e i semini dei lamponi nei denti mi fanno venire gli sgrisoli!) ho rimesso la confettura sul fuoco lento per circa 20 minuti; ho fatto la prova del piattino e la consistenza era quella giusta, ho invasato bollente nei vasetti ma non ho tappato subito! con le marmellate gelatinose occorre aspettare qualche minuto, finchè non si è formata una pellicina sulla superficie, allora si può chiudere il vasetto senza il pericolo della condensa che può ammuffire - il calore della marmellata sigilla comunque i tappi "clic clac". Le lampiegie hanno un profumo squisito e un gustino acidulo propriocomepiaceamè. A presto, saluti golosi, cat

lunedì, giugno 15, 2009

spighe

ops, mi sono distratto un momento e siamo già a metà giugno! e tutte le foto delle rose lì che aspettano di essere pubblicate? e le erbazze e i fiori dei bordi stradali? ricette? quelle poche: siamo tornati a "regime" Siamo, io e le mie fettazze, non tanto per la figüra, quanto per taccagneria (mai buttare via di botto il guardaroba estivo - compresi i costumi - sotto gli effetti allucinogeni delle ultime pesate lusinghiere dopo un anno di dieta a pesce bollito!!!). Maddai, quest'anno non ho nemmeno pubblicato il tradizionale prato di fiori alpino bagnato da acquazzone da sopralluogo - ce l'ho lì bello e pronto, un prato di primule e soldanelle- ma oramai è passato troppo tempo e allora ripartiamo con ordine. E' giugno, fa caldo e i campi sono biondi, ma a me piacciono ugualmente! Passeggiando dai nonni, sotto un sole che credeva di essere ad agosto, mi sono goduto le infinite tonalità paglierine e le forme più diverse di spighe. Quelle tutte impettite e giallo chiaro delle Festuche, quelle delicate e altissime della Poa, delle Phalaris e dei Sorghum, issate su steli nocchiuti, quelle di finissima filigrana delle Agrostis, luce pura nei mazzi di fiori di mia mamma. Seguendo il sentiero, tra la mentagatta svettavano i fuochi artificiali dei Bromus di un giallo intenso a contrasto con il verd'azzurro delle elaganti spighette delle Avena con i due lunghi baffi e, più in basso le spighe "a spiga proprio quella vera", degli Hordeum, mi facevano tornare in mente battaglie di spighe volanti, impigliate nelle magliette o nei capelli (che male!). Tutti i toni del giallo, sfumati per bene dalla luce e dal caldo si fondevano nel campo pronto per la mietitura e le grandi macchie di cardi verde-lilla, cadevano come pennellate. Grande ispirazione per giardini aridi e non troppo pettinati! In fondo alla stradina, sul costone assolato ho trovato le ultime fragoline di bosco: caricato, mirato, fuoco! sparate tutte in un colpo in bocca, che esplosione di gusto, anche se un po' rinsecchite dal caldo. E dopo tutta 'sta passeggiata ce la meritiamo una bella pastasciutta? Questa me l'ha insegnata la mia pescivendola di fiducia ed è proprio semplice. PACCHERI ALLE CANOCCHIE IN BIANCO Ho pulito circa 4 - 5 canocchie per commensale (il pm piccolo, Franz, ne va pazzo!) tagliando le zampette e le alette (che roba orrenda da descrivere!) e i lati del guscio, lasciando però testa e chele. Ho preparato un battuto con poca cipolla, carota, sedano e un pochino pochino di aglio, li ho fatti soffriggere in olio evo e appena si sono rosolati ho aggiunto le canocchie e 5, dico solo 5, aghi di rosmarino (aghi mica rametti eh!) per togliere il dolciastro in eccesso. Ho fatto rosolare per alcuni minuti e ho sfumato con un buon bicchiere di vino bianco secco, ho lasciato evaporare e ho proseguito la cottura per pochi minuti, giusto il tempo di fondere i sapori. Ho lessato al dente i paccheri e li ho saltati nella padella con le canocchie e una spruzzata di prezzemolo. A me sono piaciuti molto, la bee preferisce un tocco acido del pomodoro, in effetti risultano un po' dolci. Troppe calorie? e allora tuffatevi su queste CANOCCHIE AL VAPORE D'ACETO che in realtà non sono nemmeno una ricetta, ma un nuovo - per me - modo di cucinare il pesce. Procuratevi una padella larga col fondo spesso e il coperchio: sciacquate le canocchie ma lasciatele intere; disponetele in uno strato sul fondo della padella, versatevi sopra due cucchiai di aceto bianco; inumidite per bene uno strofinaccio e tendetelo sulla padella, fermandolo con il coperchio. Due minuti di fuoco vivo - ocio a non dar fuoco allo strofinaccio!! - e le canocchie si cuociono perfettamente, senza nemmeno spuzzicchiare casa! una spruzzatina di limone e prezzemolo e un filo di olio evo completano la goduria. A presto, sperabilmente ;O), saluti golosi, cat