cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

lunedì, settembre 28, 2009

ao!

Per fuggire dal ciclone di impegni lavorativi e familiari che da qualche tempo ci trascina con sé, con la Bee siamo scappati. Pm dai nonni, essì le fughe o si progettano bene o è meglio evitare! In compenso abbiamo dovuto sottoscrivere con i nonni un contratto per almeno due fine settimana di vendemmia ;O), fìu e ci è andata anche di lusso, un we con i pm potrebbe valere anche molto di più. Per far desistere i pm dal seguirci li abbiamo minacciati: cucineremo tutto il giorno e non parleremo d'altro che di cibo e ricette, per fortuna ci hanno creduto sulla parola. Dove siamo andati? no mica a Roma, come potrebbe far pensare il titolo, siamo andati un tantino più a nord/ovest, dall'altra parte delle montagne, a conoscere una coppia di orsi (così amano definirsi loro stessi!) e dato che c' eravamo non ci siamo fatti mancare niente e abbiamo conosciuto anche la Siora Canny e consorte. Che effetto, bello eh!!, vedere materializzarsi gli impulsi elettrici che corrono dall'altra parte dello schermo, dopo anni di commenti ai post e mail sparse; altro che alta definizione: facce, sorrisi, voci, gesti, uno spaesaggio mentale! La minaccia paventata ai pm si è rivelata la bufala che era: abbiamo cucinato il giusto, senza stress da prestazione, che poi è il modo migliore (che formaggini di capra, mmm, i nostri cuochidicarta sono degli intenditori!!) e soprattutto abbiamo fatto dei gran bei giri in cerca di castelli e romanità, accompagnati dai nostri personalissimi orsi ciceroni. La sensazione spiazzante dei monumenti romani di Aosta è il contrasto con le montagne sullo sfondo, che uno i teatri romani se li immagina sempre in pianura, o no? L'unico rammarico è che non ho assaggiato nemmeno una fettina di fontina; Katy e Remy sono stati categorici: non azzardatevi a comprare ora la fontina, non è periodo! e io ho ubbidito ciecamente, anche se, devo confessare, un po' di bavetta ce l'ho lasciata sulle vetrine dei formaggiai del centro...ci toccherà tornare nel periodo giusto! Ma potevo lasciare i miei cortesissimi ospiti senza nemmeno un dolcetto? ecciò una reputazione da difendere io! Con Katy abbiamo deciso di preparato una torta a quattro mani - cucinare e sbirciare nelle cucine altrui mi attizza sempre - e siccome volevo portare un po' di Alto Adige Südtirol in Valle d'Aosta, abbiamo deciso di fare la torta di grano saraceno, o come la chiama Remy
TORTA UGO
La chiama così perchè non riesce a pronunciare "Buchweizentorte" o Schwarzplententorte", che sarebbe il nome originale in tedesco. Premessa: ocio che viene una tortona bella grossa, sicuramente per dodici persone, quindi non voglio sentire commenti sulle dosi di burro, uova e mandorle! non azzardatevi a farla light...per maledizione vi si trasformerà in un robo tamugno buono solo per giocarci a broomball o per spaccare le noci di cocco! La Schwarzplententorte è un classico di qualsiasi baita tirolese e questa ricetta è il classico dei classici: Annelise Kompatscher, "I Dolci", Athesia, e non aggiungo altro. Abbiamo montato a pomata duecentocinquantagrammidiburro, essì e con sei tuorli, 150 grammi di zucchero di canna integrale e una bella punta di coltello di vaniglia naturale. Separatamente abbiamo montato sei chiare a neve durissima con un bel pizzico abbondante di sale e, a metà gonfiaggio, ci abbiamo aggiunto altri 100 grammi di zucchero, meglio quello bianco! Abbiamo macinato fini 250 grammi di mandorle con la pellicina e le abbiamo mescolate a 250 g di farina di grano saraceno, possibilmente macinata grossa. Poi abbiamo incorporato farina e mandorle alla crema di burro, alternandola alla meringa, mescolando delicatamente per non smontare. Il tutto in uno stampo apribile imburrato e rivestito di cartaforno, per ca. 40 minuti in forno a 160-170 gradi (fare prova stecchino). Una volta raffreddata si taglia a metà e si farcisce con marmellata di mirtilli rossi, una bella spolverata di zucchero a velo e, per dare la botta finale, una bella cucchiaiata di panna semi montata con un zic di cannella. Credo che le foto di Remy rendano bene l'idea! I giorni successivi alla fuga, la testa era rimasta un pochino in Valle e, durante un colloquio con alcuni clienti ho proposto al posto di una bella siepe in carpino (Hainbuch! in tedesco, sì il colloquio era in ted) una bella siepe in Buchweizen! Per pegno ho dovuto rifare la torta per tutto il garden, ed è quella che vedete bella allineata sul bancone di vendita durante la pausa caffè. Vi prego soffiate bello forte cosicchè 'sta cacchio di nuvolona di fantozzi si dilegui e mi lasci un po' di tempo, saluti golosi, cat