cucino in giardino

sentieri golosi tra fiori e verdure

mercoledì, settembre 27, 2006

clerodendro

Tra la fine di agosto ed i primi di ottobre in giardino si concentrano le fioriture più profumate.

A parte qualche raro caso, le fioriture di questo periodo non sono spettacolari dal punto di vista dei colori e delle dimensioni dei fiori ma, forse perchè distillano tutto il sole e il calore ricevuto d'estate, o forse per attirae le api ritardatarie e gli altri insetti utili, ormai sfiniti e un po' storditi dai primi freddi, le fioriture autunnali sono tra le più profumate.

Ognuno è libero di scegliere l'abbinamento di colori e profumi che più gli aggrada, nella progettazione del giardino però bisogna ricordarsi del periodo di fioritura e ponderare bene la qualità del profumo d'insieme che si vuole ottenere.

L'abbinamento casuale di piante troppo profumate rischierebbe di creare un pastrocchio olfattivo, dove i singoli profumi, ottimi percepiti singolarmente, potrebbero combinarsi con effetto nauseante.

Non so se vi sia mai capitato (spero proprio di no per le vostre narici!) ma un giorno mio figlio è tornato da scuola lasciando la scia; una sua compagna gli aveva regalato una decina di campioncini di profumo (da donna, da uomo...) e lui ha pensato bene di provarli.. tutti insieme...nemmeno con una doccia di mezz'ora ce ne siamo liberati, per non dire del giubbino di jeans con effetto arbre magique, ha "profumato" l'armadio per settimane.

Ora sono in fiore gli osmanti, dal penetrante odore di pesche mature, gli eleagni, con un profumo pepato e speziato, e soprattutto non passano inosservati i clerodendri.

Il Clerodendrum trichotomum, in particolare la varietà fargesii, in questo momento è trapuntato di piccole stelle bianche, che si stagliano elettriche sul verde scurissimo e vellutato delle foglie.

I Clerodendron apartengono alla famiglia delle verbenaceae ( le verbenacee potrebbero essere paragonate alle dinastie di profumieri, ogni componente del numeroso nucleo familiare ha creato il suo profumo, alcune specie però ne abusano, come alcune signore a teatro o al cinema, che riescono a tapparmi il naso e a farmi venire un'attacco d'asma), sono arbusti che possono diventare piccoli alberelli, alti anche 4-5 metri.

Hanno delle bellissime e grandi foglie a cuore, di un bel verde scuro, un po' puzzolenti se vengono stropicciate, (ma è proprio necessario stropicciare le foglie?), e da settembre esplodono con una fioritura bianco candido, sfumata nel rosa intenso delle brattee del calice.

Il profumo è intensissimo, di "fiore"!, la sera quasi fastidioso, consiglierei di non piantarlo troppo vicino alla casa, specialmente in prossimità delle camere da letto.

Nel tardo autunno i fiori si trasformano in mazzi di bacche "marziane", stelle cicciotte rosso lacca con, in cima, una pallina blu cobalto metallizzata, sranissime, bizzarre, stupende. (posterò le foto più avanti)

Le bacche sarebbero una bella fonte di ispirazione per un gioiello.

E ora si torna in cucina: GRAZIE GENNARINO DI ESISTERE, e grazie a REMY per avermi contagiato con le lievitazioni luuunghe.

Ho provato a fare la focaccia con la biga. Nooo!, non ero in costume da antico romano, la biga e una pappetta di acqua, farina e pochissimissimo lievito di birra, una specie di poolish, nooo non il detersivo per i metalli, ma forse è meglio se sbirciate qui, loro lo sanno spiegare molto meglio di me!

Insomma dopo lunghe peripezie, (non è vero, basta organizzarsi un pochino con i tempi morti, e soprattutto, se viene una improvvisa voglia di fiocaccia, forse è meglio andare in panetteria!, ma non sarà così buona!) ho prodotto una

FOCACCIA ALL'UVA BIANCA E NERA

Per la pasta della focaccia vi rimando ancora qui, ho seguito alla lettera le istruzioni, ma ho diminuito il sale, e ho aggiunto all'impasto, nella seconda fase della lievitazione, tre bei cucchiaioni di malto di riso.

Ho steso la pasta in una tortiera oliata e ci ho disposto i chicchi d'uva, in file progressive due nere una bianca, una nera, due bianche....beh voi fate come vi pare.

Se, come me, odiate sentire scricchiolare i vinacciuoli sotto i denti* (vi ricordate: pampini, acini, raspo e vinacciuoli, alle elementari non lo insegnano più!), tagliate i chicchi in due e snocciolateli, è un po' brigoso, ma vuoi mettere azzannare una fettona di focaccia senza il panico del semino d'uva sotto i denti!

A completare il gusto, un po' dolce un po' salato, ho cosparso la focaccia con semini di finocchio tritati e un po' di zucchero in granella.

Buona tiepida ma anche fredda!

saluti golosi cat

*il mio terore per le focacce con sorpresa discende da un'esperienza allucinante: la prima volta che sono "sceso" a lecce, al mercato, vedo queste "pucce", pagnotte di pane condito con pomodoro e olive nere, una goduria, ma solo per iniziati! mi potevano avvisare che le olive non erano snocciolate, ci ho quasi lasciato un dente!

mercoledì, settembre 20, 2006

settembre sempre più blu

A conferma della teoria esposta nel post precedente: ancora fiori ritardatari e blu!
I Ceratostigma plumbagynoides sono un po' come il prezzemolo nei giardini che progetto.
Riescono ad accendere e mettere in evidenza le altre piante, e regalano bagliori blu genziana, specialmente quando le foglie cominciano a virare al prugna, creando contrasti di luce vibrante, l'occhio non sa decidersi dove mettere a fuoco, e fissare questi graziosi fiorellini al tramonto è un po' come farsi qualche grappino a digiuno!
Si potrebbero trovare moltissime analogie tra la composizione di un buono-bel piatto e la composizione di un giardino: un giardino ben riuscito come un buon piatto, è, a mio avviso, solo quello che riesce a stimolare tutti i sensi.
In cucina come in giardino bisogna saper dosare gli ingredienti, le combinazioni classiche sono rassicuranti e non deludono mai, ma guai se non ci fossero gli sperimentatori!
Tornando al Ceratostigma, c'è anche il cugino Ceratostigma willmottianum, molto più alto e fiorifero del plumbagynoides.
Entrambi amano il sole e la mezz'ombra, i terreni ben drenati e quasio secchi, in vaso danno il meglio, ma negli inverni freddi (almeno da noi) perdono completamente le foglie, conviene quindi tagliarli alla base, secondo me sono strepitosi abbinati a fiori rosso scuro o porpora.
E adesso cuciniamo veramente!
Era da un paio di giorni che avevo in frigo dei piccoli cavoli cinesi, ormai un po' "fiappi" per essere fatti in insalata, tra i blogger gli strudel impazzano e allora perchè non approfittarne!?
STRUDEL DI VERZA CINESE, PORCINI E PORRI CON INSALATINA TIEPIDA DI POMODORINI ALLA MAGGIORANA

Fiuu, dopo 'sto titolo dovete almeno promettermi che lo proverete!

Ho affettato il porro alla julien, la verza cinese a chiffonade, e i funghi alla cacchiò (nel senso che erano decongelati e affettarli era davvero un casino!).

Ho saltato il tutto in un padellone antiaderente (similwok)con un cucchiaio di olio evo, ho soffritto per bene e poi ho regolato sale e pepe. Ho srotolato la pastasfoglia fresca (quella del bancofrigo kat, mi dispiace ma non ho ancora trovato il tempo di provare la tua), l'ho coperta con uno strato di pangrattato e parmigiano, ho spalmato il ripieno, ho arrotolato e sigillato i bordi e ho infornato in forno caldissimo (sennòla sfoglia si ammoscia) a 180° per 20'.

E' un fantastico cibo da blogger, perchè è meglio gustarlo tiepido (leggi dopo averlo fotografato!), con un'insalatina di pomodorini ciliegini saltati in poco olio e maggiorana per due minuti.

Questo è uno dei pochi modi in cui riesco a fare assaggiare le verze a mrs.bee! saluti golosi cat

lunedì, settembre 18, 2006

fine estate blu

Avete notato che le ultime fioriture estive, che si stiracchiano fino all'autunno, sono tutte un tripudio di blu e giallo (per i fiori spontanei è ancora più evidente!).

Tempo fa mi hanno esposto una teoria, secondo la quale la qualità della luce, nelle diverse stagioni, ha stimolato e programmato, secondo un calendario rigoroso, il colore delle fioriture.

I primi fiori, appena la neve sgombra il campo, e gli ultimi, che fioriscono tra le foglie secche, sono quasi sempre di colore blu (epatiche, violette...) seguiti a ruota dai fiori gialli, e via via che il sole si alza nel cielo, si accendono anche i colori dei fiori.

Questa teoria è facile da condividere, specialmente osservando i fiori blu in giardino, che a settembre acquistano una luce magica. Tra le fioriture che in questa stagione diventano protagoniste ci sono i Caryopteris x clandonensis, cespugliotti simpatici, alti fino ad 1 metro, con le foglie grigio-verde, aromatiche (tra la menta e il timo).

Durante l'anno non sono proprio delle primedonne, ma da agosto a settembre i fiori, che a seconda della varietà vanno dall'azzurro polveroso al blu violetto intenso e che compaiono a mazzetti, all'ascella delle foglie (essì, anche i fiori hanno le ascelle!), li rendono irresistibili, specialmente per api & co., che sembra vogliano ubriacarsi con gli ultimi bagordi di stagione. Come tutte le Verbenaceae, famiglia alla quale appartengono, sono profumati, specialmente al calare del sole; hanno un profumo delicato, ma persistente, mi ha sempre ricordato la cipria.

Non hanno particolari esigenze, anche se amano il sole e i terreni piuttosto sabbiosi, per le potature invece bisogna essere spietati: a primavera, prima che spuntino le foglie, bisogna "ranzare " quasi tutta la chioma, più si taglia corto (diciamo 3/4 del legno) più cicciosa e ricca sarà la fioritura.

Fine stagione anche per il dolce che ho preparato:

CROSTATA SPEZIATA CON FRUTTI DI FINE ESTATE

Avevo a disposizione dei fichi neri e delle piccole prugne che da un po' giravano nel frigo. Tornando dal lavoro mi sono fermato a raccogliere alcuni bei grappoli di bacche di sambuco, che da alcuni giorni mi stavano disperatamente chiamando da sopra la recinzione di un giardino inselvatichito. Mi sono ricordato di una buonissima marmellata di prugne e sambuco che faceva la mamma di una mia amica e ho pensato di fare una crostata a tema: fine state, pasta speziata che ricordi l'autunno e frutta con il sole dell'estate. Ho impastato velocemente 100gr di farina bianca, 100 gr di farina di segale, 100 gr di farina integrale, 150 gr di mandorle tritate grossolanamente, 175 gr di zucchero di canna integrale (dulcita), 150 gr di burro morbido (io ho usato margarina di mais bio -causa piccolo mostro intollerante!), la buccia grattata di un limone, due uova, un pizzicone di sale, la punta del coltello di vaniglia in polvere, un cucchiaino di cannella, una presa di chiodi di garofano e due cucchiai di rum. Ocio che la pasta risulta molle e appiccicosa, vi conviene avere tutto a portata di mano prima di iniziare ad impastare, o coprirete ogni cosa che toccherete con una poltiglia che, una volta secca,

non viene via neanche col cif!, conviene tenerla in frigo per un po'. Nel frattempo ho tagliato le prugne in due, i fichi in quarti e ho sgranato il sambuco. Ho steso la pasta nella teglia tipo pizza, aiutandomi col dorso di un cucchiaio bagnato, ho disposto la frutta (orpa! la foto è riuscita tutta sfocata!), una spolverata di zucchero e in forno a 180° per 40'-45'. Le bacche di sambuco, mischiate alle spezie danno alla torta un profumo particolare, ma è un po' troppo "sana" per i miei standard: ho provveduto con un bel ciuffo di panna semi-montata e una spolverizzata di cannella, va giù che è una meraviglia! saluti golosi cat ECCO FATTO GOLOSASTRI! HO FREGATO BLOGGER E HO RIFATTO UN NUOVO POST, GODETEVI LA TORTA!

domenica, settembre 17, 2006

fine estate blu

Avete notato che le ultime fioriture estive, che si stiracchiano fino all'autunno, sono tutte un tripudio di blu e giallo (per i fiori spontanei è ancora più evidente!). Tempo fa mi hanno esposto una teoria, secondo la quale la qualità della luce, nelle diverse stagioni, ha stimolato e programmato, secondo un calendario rigoroso, il colore delle fioriture. I primi fiori, appena la neve sgombra il campo, e gli ultimi, che fioriscono tra le foglie secche, sono quasi sempre di colore blu (epatiche, violette...) seguiti a ruota dai fiori gialli, e via via che il sole si alza nel cielo, si accendono anche i colori dei fiori. Questa teoria è facile da condividere, specialmente osservando i fiori blu in giardino, che a settembre acquistano una luce magica. Tra le fioriture che in questa stagione diventano protagoniste ci sono i Caryopteris x clandonensis, cespugliotti simpatici, alti fino ad 1 metro, con le foglie grigio-verde, aromatiche (tra la menta e il timo). Durante l'anno non sono proprio delle primedonne, ma da agosto a settembre i fiori, che a seconda della varietà vanno dall'azzurro polveroso al blu violetto intenso e che compaiono a mazzetti, all'ascella delle foglie (essì, anche i fiori hanno le ascelle!), li rendono irresistibili, specialmente per api & co., che sembra vogliano ubriacarsi con gli ultimi bagordi di stagione. Come tutte le Verbenaceae, famiglia alla quale appartengono, sono profumati, specialmente al calare del sole; hanno un profumo delicato, ma persistente, mi ha sempre ricordato la cipria. Non hanno particolari esigenze, anche se amano il sole e i terreni piuttosto sabbiosi, per le potature invece bisogna essere spietati: a primavera, prima che spuntino le foglie, bisogna "ranzare " quasi tutta la chioma, più si taglia corto (diciamo 3/4 del legno) più cicciosa e ricca sarà la fioritura. Fine stagione anche per il dolce che ho preparato: CROSTATA SPEZIATA CON FRUTTI DI FINE ESTATE
Avevo a disposizione dei fichi neri e delle piccole prugne che da un po' giravano nel frigo. Tornando dal lavoro mi sono fermato a raccogliere alcuni bei grappoli di bacche di sambuco, che da alcuni giorni mi stavano disperatamente chiamando da sopra la recinzione di un giardino inselvatichito.
Mi sono ricordato di una buonissima marmellata di prugne e sambuco che faceva la mamma di una mia amica e ho pensato di fare una crostata a tema: fine state, pasta speziata che ricordi l'autunno e frutta con il sole dell'estate.
Ho impastato velocemente 100gr di farina bianca, 100 gr di farina di segale, 100 gr di farina integrale, 150 gr di mandorle tritate grossolanamente, 175 gr di zucchero di canna integrale (dulcita), 150 gr di burro morbido (io ho usato margarina di mais bio -causa piccolo mostro intollerante!), la buccia grattata di un limone, due uova, un pizzicone di sale, la punta del coltello di vaniglia in polvere, un cucchiaino di cannella, una presa di chiodi di garofano e due cucchiai di rum.
Ocio che la pasta risulta molle e appiccicosa, vi conviene avere tutto a portata di mano prima di iniziare ad impastare, o coprirete ogni cosa che toccherete con una poltiglia che, una volta secca, non viene via neanche col cif!, conviene tenerla in frigo per un po'.
Nel frattempo ho tagliato le prugne in due, i fichi in quarti e ho sgranato il sambuco.
Ho steso la pasta nella teglia tipo pizza, aiutandomi col dorso di un cucchiaio bagnato, ho disposto la frutta (orpa! la foto è riuscita tutta sfocata!), una spolverata di zucchero e in forno a 180° per 40'-45'.
Le bacche di sambuco, mischiate alle spezie danno alla torta un profumo particolare, ma è un po' troppo "sana" per i miei standard: ho provveduto con un bel ciuffo di panna semi-montata e una spolverizzata di cannella, va giù che è una meraviglia! saluti golosi cat
PUBBLICO IL POST SENZA FOTO PERCHE' BLOGGER NON NE VUOLE SAPERE! STASERA CI RIPROVO! MI DISPIACE MA LA TORTA VE LA DOVETE IMMAGINARE!

mercoledì, settembre 13, 2006

luce del mattino

Lo so, queste erbacce sono un'ossessione!
Ecco la mia erba preferita per le mattine di settembre, quando la luce ha una qualità davvero speciale, intensa, ma già un po' freddina: il Miscanthus sinensis "Morning Light".
E' un fuoco d'artificio argentato, che riesce a catturare ogni particella luminosa e ad illuminare anche l'angolo più scuro del giardino.
Coperto dalle goccioline di rugiada è ancora più spettacolare!
I miscanthus sono piante di poche esigenze, li ho provati sia in terreni sciolti che compatti, e dovunque sono diventati dei giganti di un metro di diametro nel corso di una stagione; bisogna tenernlo presente al momento dell'impianto, quando sembrano solo dei piccoli ciuffetti striminziti.
Hanno bisogno di parecchia acqua solo nei periodi molto secchi, altrimenti le sottilissime foglie si bruciano alle estremità.
Il M.s. "Morning Light" ha delle bellissime foglie arcuate, con i margini venati di bianco, e una striscia verde pallido al centro, da noi (BZ) non riesce a fiorire, come invece capita alle altre varietà più rustiche, rimane un po' più basso dei cugini e si sposa perfettamente con le rose inglesi.
E ora il resoconto della cena!
RISO ROSSO DELLA CAMARGUE CON LENTICCHIE BELUGA
Le "beluga" sono una qualità di lenticchia nera e piccolissima, molto ricche di ferro e dal sapore molto "lenticchioso", peccato che con la cottura diventino marrone scuro!
Il nome non ricorda il famoso caviale solo per l'aspetto ma, accidenti! anche per il costo ( ma erano troppo invitanti per lasciarle sullo scaffale!).
Il riso rosso è una qualità di riso integrale originario della francia del sud.
Il chicco interno è bianco avorio, ma la pula e di un bel rosso corallino.
Ho lessato il riso in pentola a pressione in acqua salata (30' è intergrale!ma ci si può portare avanti cuocendolo, al dente, in anticipo). Ho lessato anche le lenticchie (precedentemente ammollate) in acqua non salata altrimenti la buccia indurisce.
Ho preparato un battuto con due carote, tre scalogni, una costa di sedano e un ciuffo di prezzemolo e l'ho soffritto in olio e.v.o.; ci ho aggiunto il riso scolato (tenere l'acqua di cottura) e ho cotto ancora per 10 minuti, a mo' di risotto, utilizzando l'acqua rossa! Ho saltato le lenticchie in padella con olio e.v.o. e una fetta di zenzero grattugiata, ho salato e pepato.
Ho composto il piatto con il risotto e le lenticchie, ho aggiunto un po' di olio crudo e qualche filo di erba cipollina.
Semplice (basta organizzarsi con i tempi del riso integrale!) ma molto saporito, finalmente anche i mostri hanno apprezzato! saluti golosi cat

martedì, settembre 05, 2006

ipomoea, ne fa di tutti i colori

Passando per una stradina laterale, che mi porta al lavoro, ma che non percorrevo da tempo, ho dovuto fermare la macchina e precipitarmi a fotografare questo spettacolo inaspettato.
La sensazione è stata quella di un concerto di campane.
Nel sole del primo pomeriggio, le varie sfumature di blu-viola e lilla splendevano e squillavano in primo piano, i toni rosa e azzurro pallido facevano da sottofondo, mescolandosi alla sinfonia avvolgente, verde fresco delle foglie.
Di solito i "mischoni" di colori, il simpatico miscuglio (rubo a piene mani da Pizzetti, perchè condivido in pieno!) non mi piace proprio, ma in questo caso, l'insieme dei colori era davvero perfetto!
Che sorpresa! Di solito le Ipomoea da noi hanno vita dura.
Si devono seminare con larghissimo anticipo, a febbraio-marzo (lasciando i semi in ammollo per almeno un giorno!), poi vanno piantate a dimora e solo a fine estate cominciano a fiorire, a volte solo a metà-fine agosto, per venire "cotte" dai primi aliti gelidi di fine settembre!
Non chiedetemi di che specie si tratti! di Ipomoea ne esistono a centinaia, senza contare gli ibridi, anche se suppongo si tratti di ibridi di Ipomoea tricolor.
Per un balcone "fuori dal comune" vedrei bene un vecchio bidone di latta riverniciato, magari fucsia o rosso intenso, riempito di buona terra e "infrascato" di rami di salice o nocciolo, sui quali fare arrampicare una selva di ipomee viola, azzurre e bianche...mi sa che la prossima volta che vado dai miei...
A rigor di logica dovrei postare una ricetta con le patate americane, perchè?, ma perchè sono il tubero di una specie di ipomoea, l'Ipomoea batata, ma avevo a disposizione solo delle rape!
GRATIN DI RAPANI VERDI ALLA SAPA
Come avrete capito le rape, i rapanelli, le radici in genere mi fanno impazzire! E per fortuna piacciono anche a mio figlio grande, che, sotto gli occhi orripilati dei compagni di classe,invitati a pranzo, (e sotto gli occhi increduli di mrs bee, che quasi lo disereda!) se ne fa delle scorpacciate, diventando ai loro occhi una specie di supereroe!
Ho sbucciato e tagliato a fette spesse tre millimetri (oco che vengo a controllare!) delle belle rape con la buccia verdina, quelle che spuzzicchiano di broccolo ma che fanno tanto bene.
Le ho lessate al dente in acqua poco salata e le ho passate sotto l'acqua fredda per fermare la cottura. Ho imburrato le pirofile monoporzione, ho sistemato le fette di rapa, ho nappato con una cucchiaiata di panna fresca, ho salato, pepato (abbondantemente) e ho coperto con una buona grattugiata di pane. Ho infornato sul max per 10' e poi un paio di minuti sotto il gril.
Prima di servire ho sgocciolato sul gratin un paio di cucchiaini di sapa (mosto di uva stracotto!) che avevo preparato un po' di tempo fa.
L'ispirazione? una poesia rinascimentale non mi ricordo più di chi...a casa mia mi sa meglio una rapa......con la sapa. saluti golosi cat

sabato, settembre 02, 2006

basilico dark

Ispirato dagli ultimi post degli amici di tastiera, non potevo non farvi conoscere il basilico dark! Tegoline violette, patate viola, melanzane bianche, pomodori gialli e peperoni arancioni...poteva mancare il basilico viola (Ocimum basilicum "Dark Opal"). In primavera ho regalato ai mie questi semi (trovati al consorzio agrario!). La mia mammut li ha piantati insieme al prezzemolo in un capiente vaso di cemento. Un po' di cure e pazienza ed ecco il risultato: foglie viola scurissimo e vellutato, che col sole sbiadiscono in verde bosco, fioritura rosa, stupenda, profumo piccante, speziato, come quello del basilico a foglia larga. Molto decorativo nelle insalate, il pesto risulta meno invitante...ha un colorino strano tra il marrone e il verde marcio...meglio evitare!!
Secondo me, il basilico viola starebbe molto bene anche sul balcone, insieme alle fioriture stagionali, lasciandolo andare in fioritura, i piccoli fiori rosa intenso contrastano a meraviglia con il porpora scuro delle foglie, lo abbinerei a parigini bianchi o fiori arancioni.
Anche in casa, in un semplice vasetto (per ironia della sorte ho usato un vecchio vasetto di pesto!) lascia un profumo delizioso in ogni stanza, e dopo due giorni aveva già messo radici.
Fine estate periodo di conserve!
Devo prepararmi per Natale: da noi si fanno i "türtei con la süca" e non posso non preparare la
MOSTARDA DI MELE CAMPANINE
Immaginatevi la gioia di mrs.bee, che si trova tra i fornelli una pentola appiccicosa per tre giorni!
Beh, quest'anno è stata fortunata, tre anni fa decisi di fare la mostarda cremonese, con la frutta candita intera...candita da me medesimo: sette pentole e pignattine per sette giorni, occupate da sciroppi vari e frutta sempre più trasparente e appiccicosa. Lo ammetto, candire la frutta a casa non è semplice, ma si può fare...da single forse! a fine lavoro mrs. bee mi ha promesso che se non l'avessi più fatta mi avrebbe regalato, ogni anno a venire, un buono da spendere nel negozio di specialità gastronomiche più costoso della città, per l'acquisto di un kilo di mostarda!
Torniamo alla mostarda.
Le mele campanine sono delle piccole melette selvatiche, immangiabili da crude, a meno che uno non si ritrovi con una dentatura da squalo, sono durissime e molto acide.
Dai miei ce ne sono alcune piante, e da un po' le avevo raccolte per farci la mostarda.
Ho sbucciato e tagliato a fettine sottilissime circa un kilo di melette (1 kg pulite) : le mani si riducono una schifezza, le meline si ossidano all'istante (non c'è succo di limone che tenga!) rendendo le mani come quelle dei fotografi di un tempo, vi ricordate? (mannaggia che vecio che sono!)
Dopo averle affettate le ho messe in una pentola di acciaio dal fondo pesante e le ho coperte con sei etti di zucchero bianco, due etti di dulcita (non volevo che la dulcita coprisse il sapore delle mele), il succo di due limoni e le ho lasciate a meditare per una notte.
Il giorno dopo le ho cotte a fuoco vivo per un quarto d'ora circa, ho spento il fuoco e le ho lasciate riposare 24 ore. Il giorno seguente ho pescato le mele con la schiumarola, ho fatto bollire lo sciroppo per tre minuti e ci ho ri-tuffato le mele, altre 24 ore di riposo. Il terzo giorno ho ripetuto l'operazione e ho lasciato completamente raffreddare.
A freddo, e con le finestre spalancate! ho aggiunto 5-6 gocce di essenza di senape (io la trovo solo nelle farmacie di valeggio s.m.) e ho mescolato per bene.
OCCHIO, NON ANNUSATE MAI L'ESSENZA DI SENAPE! se non volete cadere storditi a terra come pere, è una sensazione bruttissima, come se qualcuno ti infilasse un coltello direttamente nel cervello!
Ho messo nei vasetti e adesso non mi resta che aspettare Natale. saluti golosi cat